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29 agosto 2019

Memorie e treni del confine

29 agosto 2019
Anna De Marco

Memorie e treni del confine

Da sempre mi affascina la questione “confine", sarà anche per la città e la regione in cui vivo.
Una città che da sempre ha visto convivere varie culture e varie religioni e che è un reticolo di storie.
Ma spostandosi poco più in là del piccolo, grande, ‘orticello triestino’ si trovano altri luoghi che hanno molto da raccontare, anche in termini di confini.

E un treno “del confine" (ho scoperto molto dopo essermi iscritta alla gita che la sua denominazione era proprio questa) è quello su cui sono salita domenica scorsa 25 Agosto.
Un treno speciale, una locomitiva centoporte diesel, con i sedili in legno e un'atmosfera da “Assassinio sull’Orient Express” su cui è stato possibile salire grazie alla fondazione FS con l'aiuto di alcuni giovani volontari.
Il sorprendente treno ci ha accompagnato in diverse tappe ricche di storie: Palmanova, Gradisca D'Isonzo e Redipuglia.
Ad accoglierci in stazione ed accompagnarci lungo la giornata un gruppo di soldati e un gruppo Tamburi.
 
Palmanova, la città-fortezza conosciuta per la sua formazione a nove punte, ci ha regalato una camminata lungo i bastioni che io volevo fare da molto tempo e una visita al cimitero austroungarico, monumento ora appartenente al Ministero della difesa, che accoglie 17000 soldati caduti della Grande Guerra, di cui solo 4000 identificati.

Per una curiosa come me ha lasciato a bocca aperta la ricostruzione dei rievocatori con tanto di duelli, armi, abiti e oggetti d'epoca.
 
Seconda tappa di questo viaggio lungo il confine è stata Gradisca d'Isonzo.
Città fortificata dalle sette punte (precedente e modello per Palmanova), con una lunga storia di passaggi di dominazione: turca, napoĺeonica e dell'impero austroungarico.
Una storia, con tanto di prima menzione storica di Gradisca, custodita dal Museo documentario ospitato a Casa Maccari, polo culturale della cittadina che abbiamo avuto la fortuna di visitare con l'ausilio di una guida della proloco.
 
Ultima suggestiva tappa che ci ha salutato, alla partenza del treno di ritorno verso Trieste, con il risuonare del “silenzio”, Redipuglia.
Arrivare vicino al Sacrario, che ricorda i caduti della Grande Guerra, è sempre un’emozione grandissima, anche per quel ripetersi ad ogni gradone della scritta “Presente”, che crea un groppo alla gola.
Presenti come i soldati che presero parte alla guerra e tutte le varie componenti, tra cui anche le crocerossine, ricordate nel Museo Casa della Terza Armata.

Il Museo si trova proprio di fronte al Sacrario, basta attraversare la strada e proseguendo diritti ci si troverà proprio davanti.
Per raggiungerlo ci si ritroverà a calpestare la cosiddetta Piazza delle pietre d'Italia, che per me è stata un ulteriore sorpresa e di cui invito i curiosi a scoprire il significato recandosi sul posto.
 
Un'avventura volutamente in solitaria per il grande desiderio di visitare questi luoghi ma mai vissuta da sola ma con una miriade di persone che con me condividevano la curiosità: turisti addirittura provenienti da Miami (Florida), bambini, neonati e anche alcuni cani.
Dall'entusiasmo ho già scelto il prossimo treno storico e il nuovo itinerario da scoprire a Ottobre…stay tuned! ;)
 

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Anna De Marco

Quasi trentenne triestina col sogno di lavorare con minori in difficoltà. Curiosa di natura e sempre pronta a mettersi in gioco con nuove esperienze, sono appassionata di teatro e soprattutto di musical. Mi piace guardarmi in giro e partecipare alle iniziative culturali della città.

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