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10 maggio 2020
Anna Maria Ometto

L’area verde del Tagliamento, a due passi da casa

Era in una sera di Maggio, pochi giorni fa, la mia prima libera uscita dalla quarantena. Le passeggiate nel verde sono parte della ritrovata mobilità e vitalità, in quell’area fluviale vicino a casa, che un’idea progettuale voleva valorizzare nel Comune di S. Vito al Tagliamento. Ogni volta è una gioia per Tea, la mia cagnetta, protagonista di continue scoperte. Non scelgo le prime ore del mattino, né mi apposto con pazienza ad aspettare esemplari di fauna locale ricca, magari semplici caprioli, lepri, volpi, averle, o a fotografare gruccioni variopinti che qui nidificano. Vorrei aver la fortuna di far loro uno scatto, come vorrei vedere da vicino l’upupa, volatile rappresentato anche nel Teatro Gian Giacomo Arrigoni. Mi muovo nelle ore vicino al tramonto, quando la luce cambia, le ombre si allungano. Ieri ho comunque visto una coppia di caprioli scomparire veloce tra il fogliame. In campi di granoturco ho intravvisto tracce di ungulati, a tre punte. In questi giorni ho incontrato, sempre a distanza, tranquilli runner o camminatori, ciclisti, cani al guinzaglio. Mantenere distanza non è un problema. Sarà che non ci sono feste, grigliate, come per tradizione qui si faceva, sarà che la pulizia e l’ordine ora testimoniano rispetto e cura, è un piacere farsi accogliere dalla pace verde. L’erba dell’argine e dei passaggi comuni è stata falciata: dall’alto i movimenti degli attraversamenti sembrano aiuole di un giardino.
Lo sapevate che seguendo il corso fluviale lungo l’argine in poco più di 40 km si arriva a Lignano? A me basta fare qualche km slow, passo dopo passo, dai campi coltivati, ai boschetti, all’acqua, nel letto sassoso, per tornar a cerchio, o alla Chiesetta di S. Elisabetta. Mi riempio dell’intenso profumo erbaceo dell’erba medica tagliata, distinto dal dolce dei fiori di acacia e sambuco nei boschetti. Una bambagia bianca di semi di pioppo ricopre a tappeto alcuni tratti di percorso. I fiori viola-blu di pervinca risaltano tra il verde del sottobosco. Già fiorite le orchidee selvatiche dalle nuances rosa. Se siete assidui frequentatori sapete dove trovare asparagi verdi selvatici, e dove tra poco troverete mature le more di gelso. Facili gli accessi, da S. Vito al Tagliamento a Morsano e oltre. Passaggi liberi, sterrati, che superano l’argine e si inoltrano. Ne scoprirete tanti se tornerete più volte, se il luogo diventerà una mèta del cuore, da scoprire con rispetto. Il parco sarà generoso di doni. L’acqua fluviale vi catturerà con l’ipnotico limpido scorrere e la vastità del letto, ghiaioso, vi farà respirare a pieni polmoni una libertà sconfinata e appagante.
Un’altra mia passione, confesso, sono i sassi: un clap (sasso in friulano), una storia. Provate a tenerne uno in mano e ascoltate, osservando forma, colore, levigatezza, striature… Regalare un sasso di fiume per me è affidare una storia, un frammento della mia storia.
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Anna Maria Ometto

Ho maturato esperienze sull’arte della tavola. Sommellier ed enogastronoma. Adoro fotografare la natura, le città d’acqua, i borghi, le antiche dimore, curiosità urbane. Mi piace raccontare di scoperte slow come di arte e cultura. Vivo in provincia di Pordenone.

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