Gli antichi ghiacciai: protagonista di questo percorso l’evoluzione geomorfologica degli ultimi centomila anni, nei quali la grande glaciazione würmiana ha lasciato nitide tracce, modellando in modo inconfondibile il territorio lungo il quale si sviluppa l'itinerario ecomuseale.
Il periodo migliore per questo itinerario è senza dubbio l'autunno grazie ai faggi che si tingono di calde sfumature.
Derivante dal livello di difficoltà tecnica e di preparazione fisica richiesti.
In tutto il territorio del Friuli Venezia-Giulia sono presenti le zecche, pertanto si consiglia di informarsi sulle tecniche di prevenzione e protezione: Informativa zecche regione FVG
Il percorso è sconsigliato dopo e durante condizioni meteorologiche avverse quali pioggia, neve e durante le ore più calde estive.
La copertura telefonica è assente lungo la quasi totalità dell'itinerario.
Si ricorda che la raccolta di specie vegetali o parti di esse è proibita all'interno del Parco Naturale e può essere soggetta a vincolo come da L.R. 7/2009 nelle aree esterne. A questo link è possibile consultare l'elenco delle specie protette.
Si ricorda che all'interno delle aree protette i cani devono essere tenuti al guinzaglio.
Da Lischiazze a Sella Carnizza: attraversando Lischiazze l’attenzione è catturata delle rocciose pareti strapiombanti dei Musi che si elevano poderose verso sud. Quasi al termine della frazione, si nota la nuova costruzione del centro polifunzionale, che occupa il sedime della ex casermetta alpina a controllo del valico di Sella Carnizza, dismessa negli anni ’90. La strada riprende dolcemente a salire sino allo spiazzo ove, sulla destra, una comoda e ben segnalata pista forestale ci potrà condurre alla visita del “Fontanone Barman” (deviazione) ove si trova una tabella descrittiva che indica l’area regionale protetta delle Prealpi Giulie. Procedendo diritti incontriamo nuovamente il torrente Barman e quindi iniziamo la salita vera e propria. Nel periodo estivo il cammino è reso fresco e piacevole dall’ombra di una fitta faggeta che ci terrà compagnia fino ai 1085 m di quota di Sella Carnizza, che raggiungeremo dopo circa 4 km di cammino (1,5 ore da Lischiazze). Poco oltre la sella la vista si apre nella cornice di luminosi prati punteggiati dalle caratteristiche costruzioni in pietra degli Stavoli Gnivizza, che conferiscono un tocco bucolico al paesaggio montano. In circa 20 min. di cammino dalla sella giungiamo alla chiesetta di Sant’Anna (indicazioni in loco), che rappresenta il traguardo di questo itinerario.
Raggiungibile con mezzi pubblici
Autobus
In val Resia sono presenti alcune linee del trasporto pubblico locale via autobus. Per conoscere orari e fermate visualizzare il file pdf a questo link: clicca qui oppure visitare il sito di TPL FVG.
Treno
La stazione utile più vicina è Stazione Carnia, distante oltre 20km dal punto di partenza dell'itinerario.
La frazione di Gniva è comodamente raggiungibile mediante la SP42. Dalla SS13-Pontebbana, in direzione Tarvisio, girare a destra a Resiutta e seguire le indicazioni per Gniva.
La frazione di Gniva è raggiungibile anche da Tarcento, seguendo la SR646 in direzione Uccea. Presso Uccea, svoltare a sinistra seguendo le indicazioni fino a Sella Carnizza e successivamente proseguendo sulla stessa fino a superare la frazione di Lischiazze e giungere all'incrocio con la SP42. Da qui, svoltare a destra e proseguire fino a Gniva.
NOTA BENE: la strada Uccea-Sella Carnizza è spesso soggetta a lavori di messa in sicurezza. Prima di seguire queste indicazioni, verificare l'apertura della stessa.
Disponibili alcuni posteggi gratuiti lungo le strade del paese
Derivante dal livello di difficoltà tecnica e di preparazione fisica richiesti.