Scrostato dai miti, liberato dalla camicia di forza della guerra fredda, Fidel Castro occupa nella storia il ruolo che gli compete nella grande famiglia storica della cristianità ispanica: nemico dei Lumi e crociato antiliberale, ambì a creare il Regno di Dio in terra, a mondare l’uomo dal peccato individualista, a convertire gli infedeli con la Croce della fede comunista e la Spada della “guerra giusta” contro il capitalismo.
Nella capacità di incarnare l’odio universale verso la modernità liberale sta la chiave della sua celebrità; nella pretesa di realizzare un’utopia salvifica si misura il suo fallimento. Mito “progressista”, Fidel è, etimologicamente, figura “reazionaria”: coerente erede del cattolicesimo antimoderno, leader religioso più che politico, combatté la modernità secolare con le armi dei Re cattolici.
Ce ne parlerà Loris Zanatta Università di Bologna
PHOTO CREDIT: UNIUD
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