
Questa è la più interessante delle due proposte per raggiungere il bivacco, forse un po' più faticosa dell'altra in alcuni tratti, ma offre, rispetto alla precedente, l'indiscutibile vantaggio di un'ininterrotta e completa visione su tutta la valle di Sappada, sui monti che la contornano a nord, su quelli del Comelico e oltre. Il percorso dapprima risale la parte bassa del Cadin di Fuori, poi supera, tagliandolo in diagonale tra mughi e bassa vegetazione, il fianco settentrionale del Col Lanar, quella boscosa elevazione non molto appariscente che separa il Cadin di Fuori dal Cadin di Dentro. Gli ampi panorami, la varietà degli spazi attraversati, ne fanno una delle escursioni più frequentate. Si raccomanda cautela negli ultimi metri piuttosto esposti del lungo canalone.
Autore: © Giovanni Borella
C.A.I. Sappada/Plodn
Interreg V Italia-Austria - CLLD Dolomiti Live.Progetto “Montagna sicura – montagna avventura”ITAT 4019 CUP B43J16000270004
Derivante dal livello di difficoltà tecnica e di preparazione fisica richiesti.
Difficoltà: E
Ore da borgata Palù : salita 3,00-3,30 discesa 2,15-2,30 totale 5,15-6,00
SEGNAVIA: 317, 322
SCALA DELLE DIFFICOLTÀ
Nella scheda tecnica di ciascun itinerario sono presenti le sigle comunemente utilizzate nelle guide di montagna (T- E - EE- EEA - A). Alcuni itinerari possono avere una doppia sigla (es: T/E oppure E/EE) in quanto presentano le caratteristiche di entrambe le categorie
T (turistico) indica itinerari quasi sempre brevi e facili che si articolano su stradine forestali e/o sentieri ben segnalati o comunque evidenti che non richiedono particolare allenamento
E (escursionistico) indica percorsi, anche piuttosto lunghi, che si snodano su mulattiere e/o sentieri spesso sopra i 2000 metri, evidenti ma non sempre con bolli segnavia. Non hanno difficoltà di rilievo, ma talora possono presentare qualche tratto o singolo passaggio un po’ esposto o malagevole. Sono richiesti equipaggiamento adeguato, un minimo di esperienza e allenamento
EE (per escursionisti esperti) indica itinerari generalmente a quote superiori ai 2000 metri, che si possono articolare su terreno infido e/o in zone impervie, sono caratterizzati spesso da passaggi o tratti esposti e/o attrezzati, talora su roccette con difficoltà di 1° grado. Richiedono esperienza, passo sicuro, senso dell’orientamento, buon equipaggiamento, preparazione psico-fisica.
EEA (per escursionisti esperti con attrezzatura) indica percorsi attrezzati con funi metalliche, staffe, scalette. L’esposizione è quasi sempre costante. Sono obbligatori esperienza, allenamento e adeguato equipaggiamento comprendente casco e set da ferrata. Utili i guanti.
A (per alpinisti) indica itinerari di roccia che portano alle vette con basse difficoltà alpinistiche (1°/2° grado). Richiedono capacità tecniche, buona esperienza, preparazione fisica, equipaggiamento idoneo (casco, qualche cordino, sempre utile anche uno spezzone di corda di 20-30 metri)
AVVERTENZE
Da Sappada si segue l'itinerario n. 3 (della sezione Passeggiate) sino alla Ziegelhütte. Oltrepassata la baita-ristoro si continua lungo la carrareccia che fiancheggia il rio Storto per circa 700-800 metri fino ad una pista di esbosco (fare attenzione ad un segnavia rosso su un albero) la quale più in alto diventa sentiero che risale con regolari ma ripide serpentine il fitto bosco. A quota 1550 ecco un bivio (cartelli): lasciata a sinistra la traccia che s'inerpica nel Cadin di Fuori diretta al passo dell'Arco o alla forcella dei Cadini, prendere a destra un esile sentierino che supera il versante settentrionale del Col Lanar dapprima a zigzag, poi in diagonale fin sotto un lungo canalone. Rimontarlo tra massi e detriti solo per un tratto, indi, facendo attenzione ai rari e sbiaditi segnavia gialli o rossi, salire sul suo lato destro con alcuni passaggi, non difficili, ma piuttosto esposti. Con altri tornantini in mezzo ai mughi si è in breve alla stretta forcella del Col Lanar (1941 m) che s'affaccia sul monte Hoberdeirer e sul Cadin di Dentro. Scendere sul fondo di quest'ultimo per un pendio prativo, poi seguire un'esile traccia che rimonta a sinistra (est) lo spallone, erboso ma anche con un tratto di roccette, alla cui sommità si trova l'inconfondibile sagoma rossa del bivacco.
Ritorno
Il ritorno a Sappada può avvenire per la stessa via, tuttavia è consigliabile seguire l'itinerario 11 in senso inverso compiendo così l'anello del Col Lanar. Per escursionisti molto allenati ed esperti c'è anche l'opportunità di rientrare a valle con percorso più lungo e più impegnativo seguendo l'itinerario 13.
Autore: © Giovanni Borella
© Tratto dalla Guida "Sappada, dai sentieri alle vette" di Giovanni Borella , edita dalla casa editrice CO.EL.
Giovanni Borella Nato a Belluno, vi ha vissuto sino alle soglie dell'adolescenza. Si è successivamente trasferito a Padova, dove ancora risiede, frequentando la locale Università e conseguendo la laurea in Lettere Antiche che lo ha portato a esercitare l'insegnamento per qualche decennio. Escursionista prima, alpinista poi, ha compiuto numerose ascensioni sia nei più noti gruppi dolomitici sia in particolare sui monti di Sappada, che frequenta da moltissimi anni d'estate e d'inverno e dove ha anche aperto vie nuove e ripetuto altre in solitaria. Ha pubblicato tre guide: "Sui sentieri del sole" ed. Mediterranee 1995 in qualità di coautore, "Sappada, dai sentieri alle vette" editrice Co.El. 2002, "Dolomiti del Comelico" Linteditoriale 2010.
Derivante dal livello di difficoltà tecnica e di preparazione fisica richiesti.