Lastra della Banca di Merso
L’Arengo dei decani delle convalli di Merso di Sopra si riuniva sotto i tigli presso la chiesa di Sant’Antonio Abate. Esistevano tre lastre, una di Merso e due di Antro, una oggi visibili a Biacis e a Tarcetta: un megalite piatto di età neolitica, arricchito da numerosi simboli, i più antichi di fattura pagana che trattano di riti magico-propiziatori, mentre gli altri, successivi, sono di origine cristiana.
Dal Patriarcato di Aquileia e sino alla caduta della Repubblica di Venezia, queste terre godettero di privilegi concessi come riconoscenza dell’azione di controllo e difesa dei confini nord-orientali. Per questo la popolazione ebbe una notevole autonomia amministrativa e giudiziaria, gestita attraverso gli Arenghi con i rappresentanti (decani) eletti dalle famiglie (vicinie) più importanti delle Banche di Merso ed Antro. La lastra della Banca di Merso fu di fondamentale importanza perché dettava le regole amministrative e giuridiche per gestire l'autonomia fino al XIX secolo. Le vicinìe raggruppavano i capifamiglia di ogni paese, e gli arenghi i decani eletti nelle diverse vicinìe.
L'assemblea che riuniva la totalità degli esponenti degli arenghi di Antro e di Merso era l'Arengo Grande della Slavia, che si riunì per l’ultima volta nell'ottobre del 1804 presso la chiesa di San Quirino a San Pietro al Natisone.
Con l’arrivo di Napoleone, venne soppressa ogni forma di autonomia locale: vennero abolite le vicinie e il territorio venne suddiviso in comuni.
(Testi, raccolta e selezione immagini di Manuela Castagnara Codeluppi)
Archivio Comune di San Leonardo
Archivio Comune di San Leonardo
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Lo stemma della Schiavonia Venta sopra Cividale
Archivio Comune di Pulfero