Jàcum Pitor (Giacomo Meneghini), era un pittore girovago nato a Cergneu di Nimis nel 1851, morto a Udine nel 1935. Secondo quanto dichiarato dal nipote (Giuseppe Cudiz di Nimis) ad Andreina Ciceri in una intervista del 1974, Giacomo, pur non essendo andato a scuola, parlava l’italiano, lo sloveno, lo spagnolo e il tedesco. Prima di dedicarsi alla pittura aveva fatto il burattinaio, dapprima al seguito di una compagnia di marionettisti tra Rovigno e Venezia, poi “in proprio”, mettendo in scena i suoi burattini in nelle piazze di Trieste e Capodistria. Quando poi si dedicò alla pittura non abbandonò il mondo dell’immaginario, né la passione per i bambini. Dipinse muri (interni ed esterni) di case, osterie e chiese, nei paesi delle Valli del Torre e Natisone, a Cividale del Friuli e nelle frazioni, portando con sé, in una gerla, gli attrezzi da lavoro e i materiali per preparare a mano i suoi colori¸ come compenso chiedeva spesso soltanto il vitto e l'alloggio. Lasciò opere di soggetto sacro e profano, spesso le immagini erano accompagnate da frasi sagaci, derivate dall’uso costante dell’ironia e della satira.
I due affreschi di Tercimonte riproducono la Natività in nicchia e la Crocifissione del Cristo con tre figure dolenti (Madonna, Maria Maddalena e San Giovanni?). L’affresco di Montemaggiore è una Crocifissione con due figure oranti (Madonna e San Giovanni?), quello di Losaz rappresenta la Madonna con il bambino, quello di Dus, i santi “Antoni da Padova ed Abate. Gesù”.
(Testi, raccolta e selezione immagini di Manuela Castagnara Codeluppi)