Borgo rurale Topolò/Topolove
Il nome deriva dal nome sloveno del pioppo (topol), da cui Topolove/Topolò. Un documento del 1275 lo nomina fra i feudi di Canone e Volrico di Mumigliano e una recente ricerca fa risalire l'origine del paese antecedentemente al X secolo. Si tratta di uno dei più grandi borghi delle Valli, che nel 1921 contava circa 400 abitanti, distribuiti in 53 famiglie, derivate da due dinastie indigene: i Gariup, insediati nella parte alta del paese, e i Rucli in quella bassa.
In posizione soleggiata, il paese è caratterizzato da un’edilizia compatta, interrotta da una stretta insenatura destinata agli orti, che divide il paese alto da quello basso. Il borgo è circondato da piccoli campi sostenuti da muri a secco.
Gli insediativi comprendono l'abitazione, le stalle e i rustici e sono separati da strette vie pedonali. La casa più tipica è la casa dell'izba, con due stanze per piano, che si eleva su tre livelli: il piano seminterrato è destinato a stalla o cantina, il piano rialzato ad abitazione, con la cucina nera (crna kuhnja) per la preparazione del cibo, sempre invasa dal fumo, e il sottotetto, parzialmente abitabile. In cucina c’è un basso focolare aperto e la bocca di alimentazione della stufa chiamata pec, circondata da panche in legno che servono da giaciglio per scaldarsi in inverno; una porta immette nel tinello (izba). Esistono case come questa, ancora abitate, sia nella parte bassa che in quella alta del borgo.
(Testi, raccolta e selezione immagini di Manuela Castagnara Codeluppi)
ph. Stefania Gentili
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ph. Amerigo Dorbolò Uek, Pro loco Nediške Doline