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Borgo rurale Prossenicco

Il paese, vicino al confine con la Slovenia, possiede gli edifici disposti in linea sul fronte strada. La prima citazione della località risale al 1170, quando Ulrico di Attimis dona al patriarca di Aquileia la villa di Prossenicco. Dal 1211 e fino ai secoli XVII-XVIII, appartenne alla giurisdizione del gastaldo di Tricesimo, poi vi subentrò la famiglia Zanchi Locatelli.
Le costruzioni hanno mantenuto la struttura muraria originaria, ballatoio o loggia lignei. Uno degli edifici più antichi è la “casa nera”: si sviluppa per tre piani con la facciata delimitata all’estremità da due setti murari in pietra, con travature lignee che sorreggono gli impalcati delle logge. All’interno del portico c’è la scala lignea che conduce ai piani superiori, caratterizzati dalle rastrelliere lignee, un tempo utilizzate per essiccare i prodotti agricoli. Al piano terra c’era la cucina priva di camino e quindi il fumo del fuoco acceso sul pavimento usciva dalla porta annerendo la muratura esterna, al piano superiore si trovavano le camere, all’ultimo il granaio e le altre camere.
La chiesa di San Leonardo, recentemente restaurata, risale al 1852, anche se una pietra posta a lato della chiesa datata 1794, e la pila dell’acquasantiera in pietra del 1798, ne testimoniano l’origine più antica. La facciata timpanata presenta un ingresso centrale riquadrato in pietra con cimasa sormontato da una lunetta e nicchie ai lati; all’interno una navata rettangolare con coro voltato a crociera.

(Testi, raccolta e selezione immagini di Manuela Castagnara Codeluppi)
Archivio Comune di Taipana
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