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Borgo rurale Centa

Attimis viene citato per la prima volta nel 1106 per la donazione del castello da Bertoldo a Corrado e Matilde di Moosburg; la villa nel 1211 fu sottoposta al gastaldo di Tricesimo, dal 1645 gli Attimis ne ottennero la giurisdizione penale dai Veneziani.
L’abitato è composto da più borgate: da un lato del Malina i borghi Centa, Pecolle o del Castello, Villa, Pòcis, Campolongo, Gravis, dall’altro i borghi di Sopra o di Strassoldo, di Sotto o dei Martinuzzi. Tutti esibiscono edifici rurali a schiera e a corte, a due piani più granaio, con ballatoi lignei e rastrelliere, murature in pietra a vista o intonacate con riquadri in pietra, tetti in legno con coppi.
Borgo Centa sorge attorno alla chiesa di Sant’Andrea; è delimitato dalla roggia di Attimis e presenta una cortina di case cinquecentesche a ballatoio, con scala esterna in pietra e legno.
Borgo Pecolle conserva i resti della villa dei conti Attimis, in muratura di pietra con logge, e un portale in pietra isolato che conduce a un mulino.
A Campolongo ci sono i borghi di via Nelle e di Borc dai Vues. In via Nelle, edifici rurali seicenteschi con muratura in pietra formano una cortina edilizia articolata con logge, ballatoi e scale esterne in legno; in Borc dai Vues c’è un mulino del 1492 e, in testa ad una cortina curva, casa Delfina (XVIII sec.), in pietra intonacata, con il fogolâr sporgente; sulla roggia ci sono edifici del XVI secolo, con ballatoio e scala esterna lignei, un fogolâr e un affresco devozionale datato 1873.

(Testi, raccolta e selezione immagini di Manuela Castagnara Codeluppi)
 
ph. Giorgio Bianchi, Archivio MCC
ph. Gorgio Bianchi, Archivio MCC
Casa Delfina ph. Giorgio Bianchi, Archivio MCC
ph. Giorgio Bianchi, Archivio MCC