
Il percorso si sviluppa tra i monti che cingono a nord la Val Resia, accompagnando l'escursionista in un viaggio alla scoperta della storia e della cultura di questa splendida valle attraverso i tipici edifici chiamati stavoli.
La "Via degli Stavoli" fa parte dei sentieri tematici dell'Ecomuseo della Val Resia e offre l’opportunità di conoscere gli stavoli resiani. Questi costituivano veri villaggi d’altura con tutto il necessario per vivere in autosufficienza per parecchi mesi. La Via conduce a Ruschis, che per l’ottimo stato di conservazione del borgo e le antichissime meridiane poste sui suoi edifici, risulta una delle località più interessanti di tutta la valle.
Fino a poche decine di anni fa, quando la vita della comunità era strettamente legata ai ritmi della natura, essi rappresentavano degli autentici villaggi d’altura ove uomini e armenti si trasferivano nel corso della bella stagione per le tradizionali pratiche dell'alpeggio. In questi ambienti c'era tutto il necessario per vivere in autosufficienza sino all'arrivo dell'autunno, quando il freddo imponeva di rientrare nei paesi.
Per vivere un'esperienza completa sull'unicità della val Resia, si consiglia caldamente la visita al:
Oppure di consumare qualche pietanza tipica nei locali della valle.
Derivante dal livello di difficoltà tecnica e di preparazione fisica richiesti.
In caso di infortuni, il numero da chiamare è il 112 NUE
In tutto il territorio del Friuli Venezia-Giulia sono presenti le zecche, pertanto si consiglia di informarsi sulle tecniche di prevenzione e protezione: Informativa zecche regione FVG
Il percorso è sconsigliato dopo e durante condizioni meteorologiche avverse quali pioggia, neve e durante le ore più calde estive.
Si raccomanda di portare a casa ogni tipo di rifiuto e di preservare al meglio possibile i luoghi attraversati.
Si ricorda che la raccolta di specie vegetali o parti di esse è proibita all'interno del Parco Naturale e può essere soggetta a vincolo come da L.R. 7/2009 nelle aree esterne. A questo link è possibile consultare l'elenco delle specie protette.
Si ricorda che all'interno delle aree protette i cani devono essere tenuti al guinzaglio.
Lasciamo San Giorgio all'altezza della chiesa, ove una comoda strada bianca (anticipata da un piccolo totem dell'Ecomuseo) ci condurrà in breve fra prati e coltivi. Da notare, all'imbocco del sentiero, un antico crocefisso devozionale dedicato a San Giorgio, patrono del paese. Le suggestioni proseguono una volta imboccato il sentiero che, dolcemente, comincia a risalire il pendio. Lentamente il bosco prende il sopravvento; qui, nascosti fra morbidi cuscini d'erica e luminosi fusti di pino nero, sono numerosi i gioielli che la storia ci ha lasciato, come la croce nella roccia nei pressi del rio Stulunčïć e la cosiddetta "sorgente del viandante". Superato il ponticello in legno proseguiamo la salita. In breve il bosco lascerà spazio ad un ambiente completamente diverso, facendoci procedere fra strette pareti rocciose caratterizzate da evidenti fenomeni di sfaldatura della roccia dovuta a gelo e disgelo. Il bosco di pino nero lascia lentamente il passo al pino silvestre poco prima del culmine della salita. Qui la copertura vegetale si aprirà, per lasciar correre lo sguardo sul versante opposto della valle.
Giunti all'idilliaco borgo di Ruschis, ci immergiamo nella visita del luogo senza tempo, che merita di essere scoperto con calma, perdendosi fra le sue piccole planine. Lasciata alle nostre spalle la Piazza degli Stavoli, seguiamo la pista forestale per poi abbandonarla in prossimità di un piccolo sentiero che si immerge in una bella faggeta (segnavia CAI 631). Il lungo cammino costeggerà altre vecchie planine, per poi incrociare nuovamente la strada bianca, procedendo sul versante meridionale del Monte Plagna.
Ai piedi del Col Mezzodì, in corrispondenza di altri stavoli, si comincia a scendere di quota seguendo le indicazioni ecomuseali. Prima, vale la pena di fermarsi ed ammirare il panorama sulla valle. Rientrati nel bosco, il sentiero si farà relativamente ripido, per cui è necessario procedere con cautela. In un susseguirsi di scorci sulla vallata, il tracciato scenderà sino al centro di San Giorgio.
Raggiungibile con mezzi pubblici
Autobus
In val Resia sono presenti alcune linee del trasporto pubblico locale via autobus. Per conoscere orari e fermate visualizzare il file pdf a questo link: clicca qui oppure visitare il sito di TPL FVG.
Treno
La stazione utile più vicina è Stazione Carnia, distante oltre 20km dal punto di partenza dell'itinerario.
La frazione di San Giorgio di Resia, è comodamente raggiungibile mediante la SP42. Dalla SS13-Pontebbana, in direzione Tarvisio, girare a destra a Resiutta e seguire le indicazioni per San Giorgio.
San Giorgio è raggiungibile anche da Tarcento, seguendo la SR646 in direzione Uccea. Presso Uccea, svoltare a sinistra seguendo le indicazioni fino a Sella Carnizza e successivamente proseguendo sulla stessa fino a superare la frazione di Lischiazze e giungere all'incrocio con la SP42. Da qui, seguire le indicazioni per San Giorgio.
NOTA BENE: la strada Uccea-Sella Carnizza è spesso soggetta a lavori di messa in sicurezza. Prima di seguire queste indicazioni, verificare l'apertura della stessa
Sono disponibili alcuni parcheggi gratuiti lungo le vie del paese
Si raccomanda un equipaggiamento consono alle attività outdoor:
Derivante dal livello di difficoltà tecnica e di preparazione fisica richiesti.