
Salire al M. Chiavals è un'esperienza unica grazie per la straordinaria varietà di panorami. Posta nella Riserva Nat. Reg. della Val Alba, l' area è di grande interesse ecologico, rappresentando una zona di transizione tra Alpi e Prealpi, Carniche e Giulie. Rilievi aspri e profonde valli si intrecciano in un ecosistema nel quale convivono specie animali e vegetali provenienti da diverse aree geografiche, con diverse peculiarità.
L'itinerario inizia tra boschi di faggi che, salendo, lasciano spazio ai prati fioriti dalla straordinaria varietà floreale multicolore.
Verso la cima una vista panoramica si apre a 360°, regalando uno spettacolo unico: le Alpi Carniche all'orizzonte si stagliano maestose, mentre le cime circostanti emergono nella loro magnificenza.
Anello lungo e impegnativo, ripagato dal fascino dell'ambiente selvaggio e dalla bellezza dei luoghi. Un viaggio nel tempo grazie alla fusione di natura e testimonianze storiche della vita rurale di montagna e della Grande Guerra.
Derivante dal livello di difficoltà tecnica e di preparazione fisica richiesti.
Escursione da non intraprendere in caso di meteo incerto (la parte alta risulta esposta ai fulmini e il terreno ripido può diventare molto scivoloso con le piogge) o terreno ghiacciato.
Lungo la cresta del monte Chiavals sono necessari passo fermo, assenza di vertigini e capacità di movimentazione su terreni per escursionisti esperti.
Lungo l'anello non sono presenti fonti d'acqua; in caso di giornate particolarmente calde considerare di avere al seguito un quantitativo adeguato di risorse idriche.
Dal parcheggio a quota 1050m (sentiero CAI 450 interrotto da una frana) si risalire per circa 1 km la strada per il rifugio Vualt quindi, in corrispondenza di un incrocio a quota 1061, s’imbocca la forestale CAI 428.
Guadato il rio Alba, ci si ritrova in una splendida faggeta riprendendo il sentiero CAI 450, che risale con un ampio sentiero. Al limitare del bosco e con l’apparire dei primi mughi, il sentiero diventa leggermente esposto, ma meno pendente, fino ad un breve tratto dove si trasforma in una meravigliosa piccola cengia rocciosa, per cui è consigliata l'assenza di vertigini. Lungo la cengia si trova la statuetta della Madonna che a suo tempo si trovava sulla cima dello Zuc del Bôr. Dopo un’ultima serie di svolte si risale all’ampia conca in cui si trova il bivacco Bianchi.
Si riprende quindi il segnavia 428 fino a un crocevia: qui si risale tra zolle erbose il verticale sentiero privo di numerazione seguendo la cresta con svariati punti esposti che necessitano un passo sicuro e confidenza con le altezze. Raggiunta la cima (2098 m) si trova una piccola croce ed il libro di vetta.
La discesa avviene lungo il sentiero CAI 425 lungo il friabile versante occidentale fino a cartello di indicazioni che ci indica il rientro verso sud al bivacco Bianchi da cui il rientro avviene per il sentiero di salita. Dal bivacco si scende al parcheggio seguendo a ritroso il percorso fatto all’andata con eventuale deviazione per visitare il rifugio Vualt e rientro per la rotabile fino al parcheggio.
Derivante dal livello di difficoltà tecnica e di preparazione fisica richiesti.