In occasione dei 30 anni dalla nascita della Zerorchestra viene riproposto, con l'accompagnamento musicale composto allora dal Maestro Bruno Cesselli e oggi rivisitato, The Cameraman (1928) con Buster Keaton, considerato uno dei capolavori del genio della comicità muta.
Riprendendo la riflessione sul cinema e il suo rapporto con la realtà, il film ne approfondisce alcuni aspetti (Keaton davanti alla cinepresa che gioca da solo tutti i ruoli di una partita di baseball, arrivando a riempire uno stadio vuoto) fino ad affrontarne il nodo centrale, ovvero "'estraneità dal mondo e l'impossibilità di vivere in sintonia con la realtà". (Robert Benayoun)
"Esilarante la satira del mondo del cinema, del quale mette a confronto le due tendenze estreme: l'avanguardia più intellettualistica (i primi filmati che mostra, con le loro sovrimpressioni, sembrano uscire da un film di Dziga Vertov) e il racconto più tradizionale, tanto tradizionale da poter essere filmato da una scimmia". (Paolo Mereghetti)
The Cameraman fu un successo al botteghino e venne ben accolto dalla critica.
Sarà l'ultimo grande film di Buster Keaton.
Nel 2005 è stato inserito nel National Film Registry fra i titoli del patrimonio cinematografico degli Stati Uniti da conservare
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