uno spettacolo di Carrozzeria Orfeo
drammaturgia Gabriele Di Luca
regia Gabriele Di Luca e Massimiliano Setti
con (in o.a.) Elsa Bossi (Lori), Marina Occhionero (Iris), Chiara Stoppa (Betti)
musiche originali Massimiliano Setti
scene Enzo Mologni
costumi Elisabetta Zinelli
una produzione Fondazione Teatro Due, Accademia Perduta/Romagna Teatri, Teatro Stabile d’Abruzzo, Teatri di Bari e Fondazione Campania dei Festival – Campania Teatro Festival
Premio della critica A.N.C.T. 2025
Una delle compagnie più apprezzate dal pubblico italiano negli ultimi anni, Carrozzeria Orfeo ha costruito il proprio successo attraverso una scrittura veloce, diretta e profondamente pop, capace di alternare comicità, tensione emotiva e dialoghi rapidissimi con un ritmo più vicino alle narrazioni seriali che a certo teatro tradizionale. Un linguaggio che ha permesso alla compagnia di avvicinare al teatro anche un pubblico più trasversale, spesso distante dai codici della scena contemporanea più autoreferenziale. Con Misurare il salto delle rane la scrittura di Gabriele Di Luca si sposta dentro una dimensione più intima e raccolta. La vicenda è ambientata in un piccolo paese di pescatori negli anni Novanta, isolato da un lago e da una palude che sembrano sospendere il tempo. Al centro ci sono tre donne di generazioni diverse – Lori, Betti e Iris – legate da un lutto avvenuto vent’anni prima e da un mistero che continua a riemergere nelle loro vite. Senza perdere l’ironia feroce che ha reso celebre la compagnia, lo spettacolo lascia emergere rapporti familiari consumati dal tempo, paure legate alla malattia e all’invecchiamento, desideri frustrati e persone che cercano disperatamente di restare in equilibrio dentro vite che sembrano sfuggire continuamente di mano. In scena Elsa Bossi, Marina Occhionero e Chiara Stoppa danno corpo a tre figure femminili profondamente diverse fra loro, sospese fra durezza, fragilità, sarcasmo e bisogno di affetto
PHOTO CREDIT: Teatro Verdi Pordenone
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