Amanogawa è il nome giapponese della Via Lattea: un fiume che attraversa il cielo e non vi rimane. È da questa immagine che nasce il concerto, e con essa uno sguardo che il Giappone ha coltivato per secoli: quello di chi accetta che tutto scorra. «Ogni giorno è un viaggio, e il viaggio stesso è casa», scriveva Matsuo Bashō. Il suono qui non racconta un luogo, ma il movimento che lo attraversa: campane, acqua, aria, registrazioni raccolte tra templi e foreste del Giappone. In mezzo a questi paesaggi sonori si muove la fisarmonica, che non imita quel mondo e non gli si oppone. Il suo respiro nasce dalla stessa ancia libera che muove lo shō, l’antico organo a bocca giapponese, e la rende un corpo sonoro senza patria. Come nella pittura di Yokoyama Taikan, dove i contorni si perdono nella nebbia, il suono non definisce mai del tutto. Appare, si trasforma, si ritira. Una musica che non chiede di essere seguita, ma abitata. Il programma è tratto dall’omonimo album, registrato in Giappone e pubblicato da Ricco Label.
Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.
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