Venerdì 8, Sabato 9 e Domenica 10 Gennaio 2027
Inedita proposta storico-escursionistica di tre giorni, lungo un ragionato itinerario che ricalca la direttrice di avanzata seguita dal Regio Esercito Italiano sull’Altopiano carsico, coinvolgendo siti di inestimabile valore storico, memorialistico e ambientale.
Partendo dall’imponente Sacrario di Redipuglia, ossia il maggiore cimitero di guerra d’Italia nonché uno dei più capienti al mondo, il percorso tocca gli scenari bellici del Monte Sei Busi, di Doberdò del Lago, di San Martino, del Monte San Michele, del Brestovec, del Vallone di Gorizia, del Nad Logem, del Veliki Hribach, del Dosso Faiti / Fajti Hrib, sino a rimontare l’ultimo dosso del Veliki 464 e concludere la marcia dinnanzi alle ormai disperse vestigia del Monumento-Ossario di Castagnevizza.
Siamo nel cuore del “Carso della Grande Guerra”, su territori reconditi e intatti, ai giorni nostri, situati fra Italia e Slovenia. Le alture, i valloni, le doline, i paesi che ci troveremo ad attraversare furono fra i più infernali scenari di combattimento dell’intero periodo compreso fra il giugno del 1915 e l’ottobre del 1917, assurgendo a tragico luogo-simbolo della guerra stessa. Col nostro trekking procederemo esattamente “dentro” il teatro delle undici battaglie dell’Isonzo che precedettero lo sfondamento di Caporetto, visitando numerose interessanti testimonianze belliche (trinceramenti, opere fortificate, epigrafi, ricoveri, osservatori, mulattiere, monumenti, ecc.), sia italiane sia austro-ungariche, situate lungo e al di fuori dei sentieri marcati. Nel contempo, profittando del “privilegio di trovarsi sul campo”, analizzeremo gli eventi militari sia sul piano strategico-operativo, sia su quello tattico, per capirne le logiche e le vicende fondamentali, uscendo con un concetto chiaro di quanto accadde su questo determinante pezzo di Carso poco più di un secolo orsono. Non mancheranno i momenti dedicati alle memorie dei soldati, selezionati nella prospettiva di valorizzare la conoscenza storica e di omaggiare col ricordo le centinaia di migliaia di uomini degli opposti eserciti che presero parte alle battaglie del Primo conflitto mondiale, spesso perdendo la vita, subendo gravi ferite fisiche e incontrando non meno laceranti traumi psichici.
Durante la prima giornata visiteremo il Sacrario di Redipuglia, “arrampicandoci” sul primo ciglione carsico ed esplorando il Museo all’aperto del Monte Sei Busi, campo di battaglia delle prime sei battaglie dell’Isonzo. Qui avremmo occasione di apprezzare numerose testimonianze epigrafiche dell’epoca, ma anche di analizzare – in virtù di un consistente apparato geografico-militare d’archivio – la complessa articolazione trincerata che caratterizza il settore settentrionale del Sei Busi, riconoscendo i pur ravvicinati ed in parte sovrapposti elementi di trincea espugnati dagli italiani nelle varie battaglie, nonché le meno conosciute fortificazioni austro-ungariche ancora evidenti. Concluderemo l’escursione portandoci fino a Doberdò del Lago, paese simbolo del conflitto in Italia e in buona parte delle nazione scaturite dal discioglimento della Duplice Monarchia asburgica.
La seconda giornata ci vedrà concentrarsi sull’epicentro bellico del Carso Isontino: San Martino del Carso e il Monte San Michele, dove andremo a visitare i luoghi dell’attacco a gas sferrato dal VII Corpo d’Armata Imperiale e Regio il 29 giugno del 1916, le fortificazioni e la zona monumentale sommitale, i teatri determinanti delle prime sei battaglie dell’Isonzo, le zone in cui il famoso fante-poeta Giuseppe Ungaretti scrisse alcuni dei suoi versi più toccanti. Nella seconda parte della giornata ci porteremo verso il Brestovec, “saggiando” l’entità dell’avanzata italiana nella seconda settimana dell’agosto del 1916 e visitando l’impressionante galleria-cannoniera sommitale. Non mancheranno alcune “puntate” fuori traccia per ritrovare alcune testimonianze epigrafiche e di fortificazione poco conosciute ancorché assai significative. Sul terreno, qui incontreremo anche testimonianze della Seconda Guerra Mondiale e della Guerra Fredda. Concluderemo la tappa presso la “Cappella Ungherese” di Visintini.
Durante la terza giornata tocchiamo e superiamo il punto di massima progressione delle forze italiane sul Carso, ossia la linea Dosso Faiti-Castagnevizza del Carso, che raggiungeremo dopo aver “cavalcato” la dorsale Nad Logem-Veliki Hribach: ossia, il campo di battaglia della seconda fase della sesta, delle tre “spallate” (settima, ottava, nona), della decima e dell’undicesima Battaglia dell’Isonzo. Procedendo fra le fortificazioni austro-ungariche ed italiane, comprenderemo ad un tempo la notevole profondità di quello che fu lo sfondamento ottenuto dal Regio Esercito nel novembre del 1916 e gli elementi che permisero la riorganizzazione delle unità comandante dal generale Boroević, quindi il contenimento dei tremendi sforzi offensivi italiani. Fra i tanti elementi d’interesse, durante questa tratta scopriremo la grande scalinata monumentale presso il “Borgo Pinerolo”, il monumento al volontario giuliano Spiro Tibaldo Xydias (Medaglia d’Oro al Valor Militare), la Torre Monumentale del Cerje dedicata ai difensori della terra slovena, lo scenario narrato da Gabriele D’Annunzio durante la Nona Battaglia dell’Isonzo, i resti del saliente italiano sul Faiti e il poderoso complesso fortificato ipogeo austro-ungarico della Quota 464.
In caso di spiccato maltempo saranno proposti interessanti itinerari di visita alternativi sempre nell’area del Carso e di Gorizia, incentrati sulle Battaglie dell’Isonzo
Difficoltà: escursionistiche (E), senza difficoltà tecniche, con alcuni brevi tratti sconnessi in deviazione fuori sentiero per la visita a testimonianze particolari e siti storici. Ai partecipanti richiediamo buona condizione fisica, un medio allenamento riguardo ad escursioni di bassa montagna e una moderata propensione all’avventura… insita in ogni trekking che si rispetti! Occorre portare scarponi, torcia elettrica, equipaggiamento da trekking, giacca invernale, guanti, berretto caldo sempre in zaino, caschetto (vivamente consigliato per la visita ai vani interni delle fortificazioni).
Numero massimo di partecipanti: 15 persone
Ritrovo: ore 8:30 presso Cividale del Friuli (avanti al Museo della Grande Guerra, in Viale Libertà. GPS: 46.09522, 13.42547)
Successivi trasferimenti in pulmino a carico dell’organizzazione. Pernottamenti, pasti, trasporto bagagli a carico dell’organizzazione.
Durante il terzo giorno, l’itinerario si svolge anche in territorio sloveno: portare documento di identità valido!
Guide:
Itinerario:
GIORNO 1: Sacrario di Redipuglia – Quota 89 – Monte Sei Busi, settore settentrionale – Doberdò del Lago
Dislivello in salita: 250 metri circa.
Lunghezza: 8 km circa, su carrarecce, sentieri e brevi tratti fuori traccia per visita siti
GIORNO 2: San Martino del Carso – Monte San Michele, anello sommitale – Còtici – Monte Brestovec, anello sommitale – Devetachi - Visintini
Dislivello: 300 metri circa.
Lunghezza: 10 km circa, su carrarecce, sentieri e brevi tratti fuori traccia per visita siti.
GIORNO 3: Vallone di Gorizia – Nad Logem – Čerje – Dosso Faiti/Fajti Hrib – Quota 464/Veliki – Castagnevizza del Carso/Kostanjevica na Krasu3
Dislivello: 600 metri circa.
Lunghezza: 12 km circa di percorso.
PHOTO CREDIT: segreteria
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