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IO SONO FRIULI VENEZIA GIULIA
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DUM Una Storia di Mare

Descrizione

Di fronte il mare, più di cinquant'anni di impegno alle spalle. Negli anni '70, quando la disabilità
significava spesso isolamento, un gruppo di volontari a Lignano Sabbiadoro costruì un villaggio
accessibile: un luogo dove una vacanza diventava possibile per tutti, senza barriere, vissuta insieme
e non separatamente.
Così nacque DUM – Dinsi Une Man, “darsi una mano” in friulano – una comunità in cui tutti
partecipano secondo le proprie capacità, in un’atmosfera di condivisione e rispetto reciproco.
Stagione dopo stagione, migliaia di persone dall’Italia e dall’Europa hanno vissuto questa
esperienza unica, che continua oggi grazie alle nuove generazioni, spesso figli e nipoti dei primi
volontari. Girato nell’estate del 2024, il documentario intreccia tre fili narrativi che si inseguono e si
riflettono tra loro, costruendo una storia intima e collettiva che racconta anche dei cambiamenti
culturali, sociali e politici avvenuti nell’arco di mezzo secolo.
Un primo livello è quello della memoria: materiali d'archivio che riaffiorano come tracce di un
passato condiviso, frammenti che danno profondità al presente. Sono immagini che testimoniano
un tempo passato, ma continuano a vivere.
Un secondo livello si sviluppa nella vita quotidiana dell'estate: i turni in spiaggia delle persone con
disabilità, osservate nei loro gesti più semplici e vitali. Non ci sono filtri o artifici: la camera indugia
sulle loro abitudini intime e spesso invisibili – lavarsi i denti, addormentarsi, prepararsi per il bagno
– rivelando la delicatezza di una dimensione domestica che diventa universale.
Infine, emergono le voci dei protagonisti nelle interviste, dove il montaggio minimizza l'intervento.
Qui non parlano solo le parole: sono i silenzi, le pause, gli sguardi lontani a creare significato, con
sfumature paralinguistiche – intonazione, inflessioni, esitazioni – come elementi essenziali della
comunicazione.
Questo focus sull''inespresso' non rallenta la narrazione ma lo arricchisce di profondità emotiva,
trasformando la lentezza in un tempo fertile, capace di generare empatia, diventando un atto di
resistenza: significa riconoscere che le parole non sono mai solo informazioni, ma un processo
carico di emozione, esitazione e fragilità. Abbracciare il silenzio significa riconoscere i protagonisti
come soggetti complessi, non semplicemente come testimoni. Lo spettatore non è chiamato a
consumare rapidamente il contenuto, ma a fermarsi nell'intimità del momento, sviluppando una
forma di empatia che va oltre la superficie del discorso.

Organizzato da:

Cinema David

Cinema
venerdì 20 marzo 2026
Tolmezzo
20:30
Cinema David
Tutti

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