Descrizione
Mi chiamo Claude Robert Eatherly. La mattina del 6 agosto 1945 comandavo l'apparecchio di testa, lo Straight Flush. C’erano nuvole disperse sulla città di Hiroshima, a un’altezza tra i 12.000 e i 15.000 piedi. Alle 7:30 del mattino le nuvole si diradarono muovendosi ad una velocità di dieci-quindici miglia orarie. Il cielo tutto intorno a me era azzurro e limpido. Claude Robert Eatherly
Il 6 agosto 1945 fu il giorno zero. Il giorno in cui si dimostrò che la storia del mondo potrebbe non continuare più, che noi siamo in grado, in un modo o nell'altro, di spezzarne il filo. Quella fu l’alba di una nuova era. Günther Anders
Atomica è uno spettacolo che esplora il tema della responsabilità individuale di fronte a eventi storici di portata collettiva e delle conseguenze che un evento straordinario può avere nella vita di un semplice individuo. È la storia di due persone che si interrogano sul nostro ruolo di esseri umani nel mondo e sulla nostra natura più profonda di creature complesse che attraversano il tempo e le generazioni muovendosi tra creazione e distruzione, potenza immaginifica e male assoluto. A ottant'anni da quel 6 agosto 1945,
Muta Imago riprende in mano lo straordinario scambio epistolare tra Claude Eatherly e Günther Anders (oggi edito in Italia da Mimesis ma già curato da Renato Solmi per Einaudi nel 1963 e ripreso da Goffredo Fofi per
Linea d'Ombra) per farne uno spettacolo teatrale che indaga il divario tra potenza tecnologica e responsabilità morale, allo stesso tempo raccontando la storia di un'amicizia profonda tra due uomini che si pongono domande che oggi riverberano potentemente: come ci confrontiamo oggi con eventi più grandi di noi, davanti ai quali spesso ci sentiamo troppo piccoli e insignificanti? Come tornare ad essere sensibili verso ciò che è troppo grande o troppo lontano per essere immaginato?
Organizzato da:
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Spettacoli teatrali
venerdì 7 maggio 2027
Udine
20:30
Teatro Palamostre
Mi chiamo Claude Robert Eatherly. La mattina del 6 agosto 1945 comandavo l'apparecchio di testa, lo Straight Flush. C’erano nuvole disperse sulla città di Hiroshima, a un’altezza tra i 12.000 e i 15.000 piedi. Alle 7:30 del mattino le nuvole si diradarono muovendosi ad una velocità di dieci-quindici miglia orarie. Il cielo tutto intorno a me era azzurro e limpido. Claude Robert Eatherly Il 6 agosto 1945 fu il giorno zero. Il giorno in cui si dimostrò che la storia del mondo potrebbe non continuare più, che noi siamo in grado, in un modo o nell'altro, di spezzarne il filo. Quella fu l’alba di una nuova era. Günther Anders Atomica è uno spettacolo che esplora il tema della responsabilità individuale di fronte a eventi storici di portata collettiva e delle conseguenze che un evento straordinario può avere nella vita di un semplice individuo. È la storia di due persone che si interrogano sul nostro ruolo di esseri umani nel mondo e sulla nostra natura più profonda di creature complesse che attraversano il tempo e le generazioni muovendosi tra creazione e distruzione, potenza immaginifica e male assoluto. A ottant'anni da quel 6 agosto 1945, Muta Imago riprende in mano lo straordinario scambio epistolare tra Claude Eatherly e Günther Anders (oggi edito in Italia da Mimesis ma già curato da Renato Solmi per Einaudi nel 1963 e ripreso da Goffredo Fofi per Linea d'Ombra) per farne uno spettacolo teatrale che indaga il divario tra potenza tecnologica e responsabilità morale, allo stesso tempo raccontando la storia di un'amicizia profonda tra due uomini che si pongono domande che oggi riverberano potentemente: come ci confrontiamo oggi con eventi più grandi di noi, davanti ai quali spesso ci sentiamo troppo piccoli e insignificanti? Come tornare ad essere sensibili verso ciò che è troppo grande o troppo lontano per essere immaginato?
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