La linea difensiva dell'Alto Isonzo
Dopo l'inizio delle ostilità con l'impero austro-ungarico, nel settore dell'alto Isonzo l'avanzata oltre il confine delle truppe italiane portò la linea del fronte sulla sinistra del fiume, da Plezzo a Tolmino, attraverso la zona del monte Nero. A difesa della prima linea venne progettato un sistema di trincee lungo la riva destra dell'Isonzo, la linea difensiva d’armata, organizzata su due linee parallele: una correva dal monte Stol fino al Sabotino, mentre l’altra, la linea di rinforzo, era formata da due tratti che si incontravano sul monte Cum. Il primo tratto scendeva dalla cima Fredda del Matajur a Pusno, in val Judrio, il secondo seguiva i monti della destra Judrio, dal passo Zagradan al monte San Biagio. La realizzazione dei lavori procedette poco e male così, quando le truppe austro-ungariche e germaniche attaccarono, il crollo del settore causò la rotta di Caporetto che costrinse le truppe italiane alla ritirata sul Piave.
Nel comune di San Leonardo la testimonianza più evidente della prima guerra mondiale è la strada militare di arroccamento che da passo Solarie conduce a Castelmonte, seguendo i monti della riva destra del fiume Judrio. Sul costone Malinsce, un piccolo tratto della linea difensiva è ancora in buone condizioni. Un camminamento e due caverne partono dalla strada e, attraversando il costone, raggiungono la trincea scavata sulla cresta, a picco sopra la valle dello Judrio. In altre due caverne, una mai ultimata, vi erano postazioni per mitragliatrici.
(Testi, raccolta e selezione immagini di Manuela Castagnara Codeluppi)
Archivio Comune di San Leonardo
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