Il paese è formato dai borghi di Sotto e di Sopra caratterizzati da edifici raggruppati, in gran parte ristrutturati dopo il terremoto del 1976. Platischis è citato per la prima volta nel 1296, durante il dominio patriarcale e la giurisdizione degli Attimis, che proseguì sino al periodo veneto. Dal 1802 al 1932 Platischis fu sede municipale, poi trasferita a Taipana.
Gli edifici rurali si caratterizzavano per il ballatoio e la loggia lignei, due hanno la facciata principale con pilastri in pietra, si elevano per tre piani con mensole-capitello che sorreggono gli impalcati lignei delle logge soprastanti il porticato del piano terra, con rastrelliere, un tempo utilizzate per essiccare i prodotti agricoli; nel portico, al piano terra, è posta la scala in pietra che conduce al piano superiore.
Nel borgo di Sopra c’è una vasca in pietra chiamata “korito” (1875), opera dell’artigiano Giacomo Debellis. L’ampia e profonda valle che separa gli abitati di Platischis e Prossenicco è attraversata dal torrente Namlen che, raccolte le acque del rio Podjama e del rio Podjauer, raggiunge il Natisone a sud del ponte Vittorio Emanuele.
La splendida cascata della Cukula, in località la Scaletta, raggiunge circa 40 metri d’altezza ed è chiusa da un anfiteatro di pareti verticali. Lungo il torrente Namlen ci sono formazioni forestali di latifoglie mesofile, con un ricco corteggio floristico del sottobosco, tra cui l’uva di volpe, il giglio martagone, la lunaria e l’abbondantissimo bucaneve.
(Testi, raccolta e selezione immagini di Manuela Castagnara Codeluppi)