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Borgo rurale Obenetto/Dubenije

Il toponimo Dubenije deriva da dob (quercia): la località è così citata nel XIV secolo: "a. 1327 in Troncha in loco qui dicitur Obenet". Il borgo (m. 540 s.l.m.) sorge isolato a cavallo di n ripido crinale, è attraversato da un sentiero sul quale si affacciano gli edifici, che sale con pendenze sempre maggiori, tagliando longitudinalmente l’abitato. A metà percorso c’è la fontana pubblica con una grande vasca in blocchi di pietra accostati. La struttura edilizia è costituita da abitazioni e rustici che, nella parte alta del paese, sono addossati ad alti muri di contenimento in pietra. Interessante è un edificio al centro del borgo: due unità abitative su tre piani, attorno ad una loggia con scale esterne ed eleganti ballatoio in legno, impostati su un pilastro angolare in legno intagliato. All'estremità del paese, sulla parete di una casa è dipinta una trilogia a soggetto sacro (forse opera del pittore girovago Jàcum Pitor – Jakob Malar): al centro la sacra famiglia con sopra forse San Floriano che spegne un incendio, ai lati San Martino a cavallo e forse San Volfango vescovo. L'immagine è incorniciata con motivi floreali e reca in basso una scritta in sloveno. Nei pressi si trova una schiera di rustici (kaste), risalenti al XVII secolo: fabbricati costituiti da un basamento in pietra e da un piano rialzato con tavoloni di castagno, uniti ad incastro, con il tetto a falde molto inclinate coperto di paglia, che ripropone le forme più antiche della tradizione slovena.

(Testi, raccolta e selezione immagini di Manuela Castagnara Codeluppi)
 
ph. Sandro Vicedomini, Archivio Circolo Fotografico Friulano Aps
ph. Dario Buttazzoni, Archivio Circolo Fotografico Friulano Aps
ph. Marco Colautti, Archivio Circolo Fotografico Friulano Aps
ph. Marina Tosolini, Archivio Circolo Fotografico Friulano Aps