A cinquant’anni di distanza, superata ormai la soglia del ricordo puramente cronologico, la vicenda del Friuli si rivela come un modello civile e culturale di straordinaria attualità. “Il terremoto del Friuli è parte integrante della storia regionale e nazionale e può essere osservato come un fenomeno capace di illuminare questioni che riguardano il presente: il rapporto tra comunità e territorio, tra patrimonio e identità, tra crisi e trasformazione” spiega il curatore Villa.
Attraverso un ricco percorso che intreccia documentazione d’epoca, capolavori dell’arte antica e opere di protagonisti del contemporaneo, la mostra indaga il concetto del “secondo giorno” come lo definì Gianni Rodari inviato di “Paese Sera”: quella dimensione ideale e civile in cui una comunità comprende che il proprio destino non coincide con la somma delle perdite e sceglie responsabilmente di tornare a progettare il proprio avvenire.
La mostra non propone una semplice ricostruzione degli eventi. Interroga un problema che attraversa la storia delle società umane: in che modo una comunità attribuisce significato alla distruzione? Attraverso quali strumenti culturali elabora la perdita? Quali immagini, quali narrazioni, quali forme simboliche permettono di immaginare un futuro dopo una frattura?
È a questo punto che la riflessione incontra il campo delle immagini. Ogni società ha elaborato le proprie esperienze traumatiche attraverso forme narrative, simboliche e visive. Le immagini conservano la memoria degli eventi e consentono alle comunità di organizzare, trasmettere e comprendere l’esperienza della perdita. Attraverso di esse la distruzione entra nel campo della cultura e diviene oggetto di riflessione collettiva.
La mostra si sviluppa all’interno dell’Esedra di Levante di Villa Manin – luogo che per la sua stessa storia incarna i concetti di durata, memoria e trasformazione – articolandosi su tre livelli che ampliano progressivamente lo sguardo dalla cronaca locale alla storia della cultura occidentale.
ORARI
Martedì – Domenica dalle 10.00 alle 19.00
Aperture straordinarie (con orario 09:30 – 18:00): lunedì 7, martedì 8, lunedì 21, sabato 26, lunedì 28 e giovedì 31 dicembre 2026 (9.30 – 14.30); venerdì 1, lunedì 4, mercoledì 6 gennaio 2027 e lunedì 8 febbraio 2027
BIGLIETTI: https://shop.midaticket.it/erpacfvg/Events
ALTRE INFORMAZIONI
È possibile depositare borse e zaini negli armadietti a disposizione gratuitamente.
Per ragioni conservative disegni e dipinti non sono fotografabili nemmeno senza flash
Accesso e servizi per i disabili.
Non sono ammessi ombrelli, animali, cibo e bevande.
All’interno della mostra sono consentiti marsupi per bambini.
Gli smartphone in mostra devono essere tenuti in modalità silenziosa.
Non sono attivi i circuiti di pagamento Bonus docente e 18App.
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Ulteriori informazioni potranno essere fornite direttamente dall’organizzatore, identificabile alla “voce: organizzato da”.
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