Sabato 19 settembre ore 10:00: Scolpire il marmo: incontro dimostrativo con l'artista
Venerdì 25 settembre ore 18:00: Krivapete, more: dialogo a più voci. Sarà presente l'artista.
Victor Oriecuia è uno scultore della pietra che vive a Kingston, in Ontario (Canada), con sua moglie Anna e sua figlia Alexa. Victor è nato a Thunder Bay, in Canada, da Ezio Oriecuia e Luigina Coren, entrambi originari di Rodda, nel Comune di Pulfero, in Italia. I suoi genitori e suo fratello Gianpaolo emigrarono in Canada nel 1969, stabilendosi inizialmente nella piccola comunità mineraria di Manitouwadge, dove nacque sua sorella Patrizia, per poi trasferirsi definitivamente a Thunder Bay nel 1973.
Da oltre venticinque anni Victor scolpisce il marmo ed è profondamente impegnato nella ricerca, nella pratica e nella conservazione delle tradizioni e delle tecniche scultoree del Vecchio Mondo. Grazie alla sua formazione e alla sua esperienza internazionale, realizza ritratti in pietra secondo la tradizione classica, sculture figurative, opere astratte e, più recentemente, lavori di pop art, utilizzando marmi e onici tra i più pregiati. Le sue opere fanno parte di collezioni private e sono presenti presso clienti aziendali, istituzioni finanziarie ed educative, nonché nella comunità di Longera, in Italia.
Quando possibile, Victor visita personalmente le cave e seleziona ogni blocco di pietra a mano, alla ricerca di storia, qualità e ispirazione. Nella scelta del materiale osserva le venature, i colori nascosti nelle profondità della pietra e il modo in cui la luce interagisce con la sua superficie. Fin dalle prime fasi del processo creativo esamina la struttura della pietra e ne ascolta la risposta al martello e allo scalpello, familiarizzando con il materiale nella sua forma grezza. Lavorando direttamente con le mani, percepisce i cambiamenti del suono della pietra mentre gli strumenti la attraversano. Movimenti energici e decisi possono lasciare spazio a gesti più morbidi e fluidi, a seconda dell’origine e delle caratteristiche del materiale. Ogni scultura che prende forma è il risultato di migliaia di decisioni e di un intenso processo di realizzazione, che richiede anni di formazione, dedizione assoluta e impegno costante.
Prima di diventare pietra, il marmo era vivo nel suo originario stato etereo.
Sotto gli antichi oceani, organismi viventi si accumularono silenziosamente, abbandonandosi al tempo. Compressa dal peso dei continenti ed esposta a un calore e a una pressione inimmaginabili, la vita preistorica si ricristallizzò lentamente trasformandosi in marmo: un materiale nato dalla morte, dalla metamorfosi e dalla resilienza.
Toccare il marmo significa entrare in contatto con la vita del passato.
Questa mostra guarda al marmo non come a uno spietato materiale inerte, ma come a un archivio vivente e a una presenza protettiva. Di civiltà in civiltà, la pietra è stata a lungo considerata capace di allontanare forze invisibili, assorbire residui spirituali e ancorare gli esseri umani alle energie durature della Terra. Le forme plasmate non sono semplicemente oggetti ornamentali: sono custodi della permanenza, guardiani contro il caos e canali tra il mondo terreno e quello divino, capaci di influenzare e modellare le nostre vite.
In questo spazio, la pietra non è separata dalla natura: è natura re-immaginata. La vita antica diventa scultura; la memoria ancestrale si trasforma in forma e rinascita. La mostra ci invita a considerare il marmo non come un materiale statico, ma come un medium che continua a custodire lo spirito del passato, la forza delle montagne e il durevole battito della Terra.
La mostra sarà visitabile ogni giorno dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14:30 alle 17:30.
Per maggiori informazioni: sito ufficiale ISK
PHOTO CREDIT: segreteria
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