Primo dei due incontri dedicati ai linguaggi dell’immagine, dal cinema alla fotografia, mettendo in relazione la sperimentazione artistica futurista con le testimonianze conservate nelle raccolte museali triestine.
L’insospettabile cinema futuristaConferenza di Carlo Montanaro
Marinetti pubblicò con Bruno Corra, Emilio Settimelli ed Arnaldo Ginna nel 1916 il “Manifesto della cinematografia futurista”, realizzando un film “Vita futurista”, non pervenuto fino a noi. Nel “Manifesto” si riconosce l’apprezzamento per l’aspetto di trasgressione visiva delle comiche “La storia di Lulù” di Arrigo Frusta e “Cretinetti che bello” di e con André Deed, del 1909.
Sopravvive, per quanto in copia non completa, la “Thaïs” di Anton Giulio Bragaglia e Riccardo Cassano del 1916, con straordinarie ambientazioni scenografiche di Enrico Prampolini. Altri estratti ci permetteranno di verificare come lo spirito del movimento che ha contribuito a far ripartire l’arte moderna, venne compreso da altri artisti come Leopoldo Fregoli e perfino Ettore Petrolini.
Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti
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