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L’antropocene e la grande cecità: tempi umani e tempi geologici

Descrizione

Incontro con Fabio Trincardi, Geologo, ex direttore Dipartimento di Scienze del Sistema Terra del CNR

Se vi accorgeste di avere la febbre alta gettereste il termometro o chiamereste il medico? La domanda è retorica perché certamente chiamereste il medico. Nel caso del riscaldamento globale, invece, si indugia e ci si rifugia a pensare che “forse il termometro non funziona”. Ma ci sono affermazioni come “ha fatto caldo anche in altri periodi geologici, e anche più di oggi”, o “il clima è sempre cambiato”. Queste affermazioni sono subdole perché in parte vere ma fuorvianti; infatti: 1. in molti periodi caldi del passato lontano l’uomo non avrebbe potuto sopravvivere; 2. la velocità di cambiamento (riscaldamento) non è mai stata rapida come nell’ultimo secolo; 3. non si tiene conto della complessità del sistema climatico e dei tanti cambiamenti irreversibili ai quali rischiamo di andare incontro. Tra questi, la fusione dei ghiacci della Groenlandia porterà 7 m di innalzamento del livello del mare; la fusione del permafrost immetterà in atmosfera ulteriori gas climalteranti amplificando l’impatto antropico; il collasso della foresta amazzonica ridurrà la possibilità di catturare parte della CO2 emessa e quello della circolazione oceanica nord atlantica porterà a climi sempre più estremi. La nostra specie si è evoluta rapidissimamente in una Terra dove il “ghiaccio” (la criosfera) è il grande regolatore del clima, innanzitutto perché riflette radiazione infrarossa nello spazio. Implicitamente, oggi pensiamo di poterne fare a meno. In sintesi, troppi cercano ancora di buttare via il termometro e dire che non c’è nulla di cui preoccuparsi. Amitav Ghosh la chiama “grande cecità”, non si vede una cosa non perché sia insignificante ma perché è enorme. Per superare questo impasse dobbiamo capire la differenza tra “tempi geologici” e i “tempi storici” nei quali l’Uomo è diventato la principale forza “geologica” di cambiamento ambientale.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

Fabio Trincardi

Geologo marino, associato Senior all’Istituto di Scienze Marine (ISMAR) di Venezia (CNR), è stato consulente scientifico di Sealaska su progetti di eolico offshore, Direttore del Dipartimento di Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente del CNR dal 2017 al 2024, dopo aver diretto per otto anni ISMAR a Venezia. Studia l’evoluzione dei margini continentali dalle medie latitudini alle aree polari e gli impatti antropici sull’oceano e i sistemi costieri. Ha partecipato a crociere di ricerca in Antartide, Oceano Pacifico e Mediterraneo, coordinato progetti europei, nazionali e con l’industria. Ha insegnato geologia marina all’Università di Bologna e seguito numerosi studenti di dottorato.

Organizzato da:

Mind The Gap

Convegni
giovedì 16 aprile 2026
Udine
18:30
Casa Cavazzini
via cavour 14
https://www.projectmindthegap.it/eventi/lantropocene-e-la-grande-cecita-tempi-umani-e-tempi-geologici/
Tutti

PHOTO CREDIT: Mind The Gap

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