Descrizione
INTRECCI
isola di Stavoli
Persone, saperi e pratiche che si incontrano
Stavoli (Moggio Udinese), 2–3 maggio 2026
Nel borgo montano di Stavoli, raggiungibile solo a piedi lungo il sentiero CAI 417, torna
Intrecci, il progetto di Uponadream che trasforma uno dei luoghi più isolati del Friuli Venezia Giulia in un
laboratorio a cielo aperto dove arte, artigianato e comunità si incontrano attraverso il fare.
Giunto alla sua seconda edizione, Intrecci si inserisce all’interno del più ampio percorso di rigenerazione culturale
Isola di Stavoli, e propone due giornate immersive tra natura, creazione condivisa e sperimentazione artistica.
Il progetto è realizzato con il sostegno della
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e in collaborazione con partner del territorio tra cui Confartigianato, CNA Friuli Venezia Giulia, Parco Naturale delle Prealpi Giulie associazione Ecopark, Aps Amici di Stavoli.
UN LABORATORIO VIVENTE TRA ARTE E COMUNITÀ
Intrecci nasce dall’idea che la cultura possa essere un processo condiviso, capace di
attivare relazioni, generare competenze e lasciare tracce concrete nei luoghi che attraversa.
Durante il weekend, artisti, artigiani, volontari e partecipanti saranno coinvolti in una serie di
laboratori creativi e interventi site-specific, orientati alla costruzione di elementi utili alla vita del borgo e alla sua fruizione: opere collettive, installazioni e spazi di incontro che resteranno come eredità del progetto.
Il pubblico non è spettatore passivo, ma parte attiva di un processo che intreccia
manualità, espressione artistica e cura del territorio.
Intrecci è un’
esperienza aperta a tutti, anche a famiglie e bambini, pensata per essere condivisa tra generazioni diverse, attraverso il fare, l’ascolto e il tempo trascorso insieme.
LABORATORI: CREARE INSIEME (sabato 2 e domenica 3 maggio)
I laboratori di Intrecci rappresentano il cuore esperienziale del progetto: spazi aperti in cui il fare diventa occasione di incontro, apprendimento e costruzione collettiva.
ReCuci – con Michele Pizzali
Due giorni dedicati al riuso creativo e alla trasformazione dei materiali. Attraverso tre workshop aperti a tutti, i partecipanti lavoreranno con tessuti di recupero per realizzare oggetti condivisi, destinati a rimanere nel borgo. Un laboratorio che unisce manualità, sostenibilità e dono.
Stardom in bamboo – collettivo AESON (Stefano Rusin, Mattia Strussiat)
Un’esperienza di costruzione collettiva in cui i partecipanti realizzeranno una struttura in bambù ispirata a forme organiche e celesti. L’opera diventerà scenografia viva del festival, unendo artigianato tradizionale e ricerca artistica contemporanea in dialogo con il paesaggio.
Land Art – a cura di Jacopo Sandrin
Un percorso creativo che invita a lavorare direttamente con i materiali naturali del luogo. I partecipanti realizzeranno un intervento artistico integrato nel paesaggio, sviluppando uno sguardo sensibile e sostenibile capace di valorizzare forme, equilibri e suggestioni del territorio.
String Art su legno – a cura di ReAlps
Un laboratorio come dispositivo aperto: intrecciando fili, materiali e storie, i partecipanti costruiranno opere collettive che diventano narrazione del luogo. Più che l’oggetto finale, il processo condiviso – fatto di ascolto, scambio e relazioni – diventa il vero spazio creativo.
Monotipo su vetro con colori a olio
Un corso intensivo dedicato a una tecnica di stampa unica e irripetibile. Attraverso sperimentazioni libere tra pittura diretta e sottrazione, i partecipanti esploreranno il colore e la composizione, realizzando più stampe originali in una sola giornata.
Laboratorio base di xilografia
Un’introduzione completa alla stampa artigianale: dal disegno all’incisione, fino alla stampa manuale. Il laboratorio valorizza la manualità e l’uso di materiali semplici e accessibili, permettendo a ciascun partecipante di portare con sé matrici e stampe originali.
GLI SPETTACOLI
Il programma performativo di Intrecci 2026 attraversa linguaggi e geografie, mettendo
al centro il tema della memoria, del cambiamento e della relazione tra individuo e ambiente.
- Sabato 2 maggio – ore 17.30
Anche se la musica non c’è – con Marta Riservato
Uno spettacolo intimo e potente che restituisce la vita di Argia Manarin: una donna capace di trasformare il dolore in resistenza silenziosa. Tra fragilità e forza, il racconto attraversa temi universali come il giudizio, l’abbandono e la resilienza, evocando immagini naturali – primule all’ombra, alberi che crescono sulle pietre del Tagliamento – per dare forma a una memoria che continua a germogliare.
- Sabato 2 maggio – ore 19.30
Duo Choropo Choropo
Un concerto che diventa viaggio sonoro tra Sudamerica ed Europa: dalle radici dello choro brasiliano alle sonorità popolari europee. Filippo Gambetta e Alessandro Scotto d’Aniello intrecciano organetto, bandolim e chitarra a sette corde in un dialogo raffinato tra tradizione e contemporaneità, attraversando valzer musette, tarantelle e suggestioni venezuelane.
- Sabato 2 maggio – ore 22.00
Stazione Speranza – proiezione e incontro con il regista Francesco Ciprian
Un documentario pluripremiato che racconta un anno di viaggio in bicicletta attraverso quattro continenti, alla ricerca di comunità basate su permacultura, autonomia e sostenibilità. Un racconto che è insieme esperienza personale e visione politica, capace di aprire riflessioni sul futuro delle comunità e sulle pratiche di convivenza alternative.
- Domenica 3 maggio – ore 15.00
Alvise Nodale e Davide Raciti
Un concerto intimo che porta in scena la nuova canzone d’autore friulana. Attraverso la lingua carnica, le canzoni diventano frammenti emotivi – “gocce” – che raccontano fragilità, trasformazione e identità. Tra brani originali e repertorio popolare, si costruisce un ponte tra radici profonde e nuove espressioni artistiche.
Gli spettacoli sono
a ingresso gratuito.
IL RISTORO
Durante le giornate di Intrecci sarà attivo il ristoro
La Favite, punto di riferimento per la vita del borgo durante la stagione estiva.
Sarà possibile fermarsi per pranzare o cenare, con una proposta di piatti semplici e legati alla tradizione locale, pensati per accompagnare l’esperienza nel rispetto del luogo e dei suoi ritmi.
Il ristoro diventa così parte integrante del progetto: uno spazio di incontro, condivisione e pausa, dove continuare a vivere il borgo anche fuori dai momenti laboratoriali e performativi.
UN PROGETTO CHE GUARDA AL FUTURO
Intrecci non è solo un evento, ma un processo: un’occasione per sperimentare nuove forme di abitare temporaneo delle aree interne, basate su condivisione, sostenibilità e attivazione culturale.
Alcuni interventi realizzati durante il weekend – opere, installazioni e spazi – resteranno a disposizione del borgo, contribuendo alla sua progressiva riattivazione e alla costruzione di una comunità temporanea ma ricorrente.
INFO E PARTECIPAZIONE
Gli spettacoli sono a ingresso gratuito. laboratori sono a numero limitato.
È possibile acquistare il biglietto in prevendita entro il
24 aprile sul sito: isoladistavoli.it
Organizzato da:
Isola di Stavoli, "La Favite" APS
per info IAT: 0433.51514