L’intervento intende indagare le connessioni che si sono sviluppate nell’ambito dei processi di creazione artistica contemporanea a partire dagli anni Novanta del secolo scorso. Intrecciando l’analisi di diversi casi studio – dall’opera di Herman Kolgen a quella di Ryoichi Kurokawa, passando per Granular Synthesis, Shiro Takatani| Ryuichi sakamoto tra gli altri – intendiamo mettere al centro della nostra analisi le nozioni di ambiente immersivo e di atmosfera.
Non possiamo definire presente solo ciò che si avverte con i sensi. Per rilevare le forme con le quali gli enti si manifestano – tutte quelle presenze che agiscono al limite del potere di risoluzione degli organi sensoriali – occorre sviluppare una strategia che le renda visibili e udibili.
Questa constatazione introduce una riflessione stringente sul rapporto tra arte e tecnologia | arte e scienza: ogni opera d’arte che coinvolge la tecnologia chiarisce i limiti della percezione umana e contemporaneamente permette di intensificarla. In altri termini, la tecnologia, prima di essere uno strumento, è una forma del pensiero: essa permette di rendere visibile e udibile ciò che non lo è ancora. A partire da questi presupposti, andremo così a definire la cornice estetica della nozione di ambiente immersivo.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
PHOTO CREDIT: https://www.projectmindthegap.it
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