Segni impressi sulla corteccia e strutture avvolte dalla vegetazione. Stagni artificiali diventati habitat per specie selvatiche. Profili di alberi che guardano il porto. Sono le immagini di un paesaggio di confine che, dal 2 al 31 ottobre 2026, penetra nelle strade di Trieste con Bosco manifesto, mostra a cielo aperto di Davide Maria Palusa.
Curata da Lorenzo Lazzari e prodotta da Adriatico Book Club, Bosco manifesto si compone di venti manifesti di grande formato che mettono in mostra negli spazi cittadini le fotografie del Bosco Bovedo realizzate da Palusa. Le immagini appaiono dove non ci si aspetta di incontrarle, in dissonanza con i luoghi fortemente urbanizzati in cui sono situate. Sono finestre urbane sul bosco, sul suo ecosistema e sulle articolate relazioni che lo compongono. Da lontano le fotografie aprono varchi inaspettati sul Bovedo; avvicinandosi, il cartiglio introduce il contesto del progetto e le domande che lo percorrono: «E se il bosco non ci fosse più? Quali conseguenze avrebbe la sua scomparsa sulla mitigazione del cambiamento climatico in città? Quale perdita comporterebbe per il paesaggio?».
Bosco manifesto nasce da una ricerca partecipata condotta sul campo. Alla ricognizione fotografica del Bosco Bovedo, Palusa ha affiancato interviste agli abitanti e il confronto con competenze provenienti dall’ornitologia, dalla botanica e dalla geologia. Un intreccio di osservazioni, testimonianze e conoscenze che ha dato forma a una ricerca fotografica capace di mostrare, nelle relazioni tra ambiente naturale e costruito, la consapevolezza del valore del Bovedo e dei suoi tangibili benefici su Trieste.
Il progetto Bosco manifesto si concluderà con la pubblicazione di un libro fotografico, che raccoglierà una selezione espansa delle immagini realizzate da Palusa.
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