L’artista
Annibel Cunoldi Attems, nata a Gorizia e attiva a livello internazionale, è protagonista di una ricerca artistica che intreccia linguaggio, spazio e memoria, sviluppata tra grafica, pittura, fotografia e installazione.
Dopo gli studi artistici a Parigi e la laurea in lingua e letteratura tedesca, l’artista avvia il proprio percorso negli anni Settanta dedicandosi in particolare all’incisione, con numerose edizioni realizzate presso l’Atelier Lacourière-Frélaut. Fin dagli esordi emerge un’attenzione per la struttura del segno e per una sintesi formale costruita attraverso elementi essenziali, che evolverà nel tempo in una riflessione più ampia sui sistemi di relazione e sui limiti percettivi e culturali.
A partire dagli anni Ottanta, con l’introduzione della tematica delle “prigioni mentali”, la sua ricerca si orienta verso un’indagine sui confini—fisici e simbolici—che condizionano lo spazio e il pensiero. Durante il periodo romano (1983–1990), la pittura si espande su grandi dimensioni, assumendo una forte valenza architettonica. Successivamente, l’artista sviluppa opere tridimensionali e installative, utilizzando materiali come legno, metallo, cemento e pietra.
Dal 1990 vive e lavora a Berlino, città che segna una svolta fondamentale nel suo percorso. Qui il lavoro si arricchisce attraverso l’introduzione della fotografia, dell’oggetto e soprattutto della parola, che diventa elemento centrale delle sue installazioni. Le opere site-specific realizzate in importanti istituzioni, tra cui l’Akademie der Künste e la Neue Nationalgalerie, testimoniano un dialogo costante con lo spazio architettonico e con il contesto storico e culturale.
Uno degli elementi distintivi della sua pratica è l’uso di griglie, reti e strutture che, da simboli di separazione, vengono progressivamente trasformate in dispositivi di relazione e scambio grazie all’inserimento del linguaggio. Il tema del confine e del suo superamento attraversa l’intera produzione dell’artista, trovando una particolare risonanza nel contesto transfrontaliero di Gorizia e Nova Gorica.
In questo ambito si inseriscono le recenti installazioni Zrcalo/Specchio, realizzata a Nova Gorica e Point de vue, realizzata al Castello di Vipavski Kriz, nell’ambito del programma ufficiale della Capitale europea della cultura 2025. Le opere invitano al dialogo e alla riflessione condivisa sui valori della pluralità culturale.
Accanto all’attività internazionale, Annibel Cunoldi Attems mantiene un legame costante con il territorio, sviluppando progetti e installazioni in città come Trieste, Udine e Gorizia. Tra questi, particolare rilievo assume la riflessione sul Porto Vecchio di Trieste, interpretato come spazio sospeso tra memoria e trasformazione.
La sua ricerca si configura oggi come un’indagine articolata e attuale sul rapporto tra linguaggio e spazio, capace di trasformare il concetto di limite in occasione di incontro, dialogo e condivisione.
La mostra è visitabile dal lunedì al venerdì dalle 7 alle 19 e il sabato dalle 7 alle 13.
Partner di progetto:
SDAG Spa (partner capofila), Comune di Šempeter-Vrtojba, Università IUAV di Venezia, Università di Lubiana – Facoltà di Architettura, Kulturni dom Nova Gorica
Partner associato: GECT GO / EZTS GO
*Il progetto CREW è co-finanziato dall’Unione europea nell’ambito del Programma Interreg VI-A Italia-Slovenia.
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