
È una delle quattro cime presenti nella sezione Escursioni e risulta alla portata di molti escursionisti che abbiano però alle spalle una certa esperienza. Gran parte del percorso non presenta difficoltà particolari, solo nella parte finale oppone una rampa rocciosa attrezzata con fune metallica e una crestina sommitale un po' esposta. L'itinerario vario, non eccessivamente faticoso, estremamente suggestivo, vi porterà in un angolo selvaggio e quasi intatto di queste montagne. Pace, silenzio, armonia accompagneranno costantemente i vostri passi. Sulla vetta, di altezza modesta ma isolata e protesa sulla valle di Sappada, vi attende un notevole e insospettato panorama in quasi tutte le direzioni.
Autore: © Giovanni Borella
Derivante dal livello di difficoltà tecnica e di preparazione fisica richiesti.
Difficoltà: E
Ore da borgata Palù : salita 3,30-3,45 discesa 2,30-3,00 totale 6,00 - 6,45
SCALA DELLE DIFFICOLTÀ
Nella scheda tecnica di ciascun itinerario sono presenti le sigle comunemente utilizzate nelle guide di montagna (T- E - EE- EEA - A). Alcuni itinerari possono avere una doppia sigla (es: T/E oppure E/EE) in quanto presentano le caratteristiche di entrambe le categorie
T (turistico) indica itinerari quasi sempre brevi e facili che si articolano su stradine forestali e/o sentieri ben segnalati o comunque evidenti che non richiedono particolare allenamento
E (escursionistico) indica percorsi, anche piuttosto lunghi, che si snodano su mulattiere e/o sentieri spesso sopra i 2000 metri, evidenti ma non sempre con bolli segnavia. Non hanno difficoltà di rilievo, ma talora possono presentare qualche tratto o singolo passaggio un po’ esposto o malagevole. Sono richiesti equipaggiamento adeguato, un minimo di esperienza e allenamento
EE (per escursionisti esperti) indica itinerari generalmente a quote superiori ai 2000 metri, che si possono articolare su terreno infido e/o in zone impervie, sono caratterizzati spesso da passaggi o tratti esposti e/o attrezzati, talora su roccette con difficoltà di 1° grado. Richiedono esperienza, passo sicuro, senso dell’orientamento, buon equipaggiamento, preparazione psico-fisica.
EEA (per escursionisti esperti con attrezzatura) indica percorsi attrezzati con funi metalliche, staffe, scalette. L’esposizione è quasi sempre costante. Sono obbligatori esperienza, allenamento e adeguato equipaggiamento comprendente casco e set da ferrata. Utili i guanti.
A (per alpinisti) indica itinerari di roccia che portano alle vette con basse difficoltà alpinistiche (1°/2° grado). Richiedono capacità tecniche, buona esperienza, preparazione fisica, equipaggiamento idoneo (casco, qualche cordino, sempre utile anche uno spezzone di corda di 20-30 metri)
AVVERTENZE
Con l'itinerario 3 fino al bivio di quota 1750 (cartello) dove si prende il sentiero a sinistra (est) che s'addentra tra magro bosco nel suggestivo Cadin di Elbel risalendolo per un buon tratto. Dal catino centrale esso piega poi decisamente verso nord puntando ad una larga e ripidissima china ricoperta di mughi. La traccia con una lunga diagonale ne raggiunge la zona superiore, ove effettua un altro traverso in leggera salita sotto l'incombente parete del cupolone sommitale del monte, sino alla base di una rampa rocciosa dove una fune metallica ne agevola la risalita. Siamo ormai a breve distanza dalla forcella dell'Hoberdeirer (che rimane sulla destra) in vista di una nuova breve rampa gradinata, caratterizzata da zolle erbose e roccette, che sembra la continuazione della precedente. Una freccia rossa e la scritta "m. Hoberdeirer" invitano a seguirla e in breve si tocca la cresta terminale. Da qui piegando a sinistra per un pendio prevalentemente detritico un po' esposto in vetta.
Ritorno
Il ritorno può aver luogo per l'itinerario di andata. Esiste però l'alternativa, assai consigliabile ma adatta ad escursionisti esperti, che consiste nel seguire dai pressi della forcella dell'Hoberdeirer l'itinerario 13 in senso inverso (si raccomanda molta prudenza nella discesa del pendio di roccette friabili) fino al fondo del Cadin di Dentro, dal quale con il 12 sempre in senso inverso si rientra a Sappada in ore 3.00-3.30.
Autore: © Giovanni Borella
© Tratto dalla Guida "Sappada, dai sentieri alle vette" di Giovanni Borella , edita dalla casa editrice CO.EL.
Giovanni Borella Nato a Belluno, vi ha vissuto sino alle soglie dell'adolescenza. Si è successivamente trasferito a Padova, dove ancora risiede, frequentando la locale Università e conseguendo la laurea in Lettere Antiche che lo ha portato a esercitare l'insegnamento per qualche decennio. Escursionista prima, alpinista poi, ha compiuto numerose ascensioni sia nei più noti gruppi dolomitici sia in particolare sui monti di Sappada, che frequenta da moltissimi anni d'estate e d'inverno e dove ha anche aperto vie nuove e ripetuto altre in solitaria. Ha pubblicato tre guide: "Sui sentieri del sole" ed. Mediterranee 1995 in qualità di coautore, "Sappada, dai sentieri alle vette" editrice Co.El. 2002, "Dolomiti del Comelico" Linteditoriale 2010.
Derivante dal livello di difficoltà tecnica e di preparazione fisica richiesti.