Pani è davvero un angolo incantevole della Carnia, dove la bellezza del paesaggio si fonde con la tradizione e la vita rurale. L'altitudine di 900 metri conferisce un'atmosfera di tranquillità, lontana dal caos della vita moderna, mentre le vie di accesso offrono panorami mozzafiato che ripagano ampiamente gli sforzi compiuti durante la salita.
I piccoli borghi di pietra e i fienili che punteggiano l'altopiano raccontano storie di lavoro e dedizione, testimoni di una cultura contadina che non ha perso il suo valore nonostante il passare del tempo. La presenza di famiglie impegnate nell'agricoltura e nell’allevamento dimostra come questa terra possa ancora offrire una vita semplice, radicata nel rispetto della natura e dei suoi cicli.
L'anello di Pani, quindi, non è solo una semplice escursione, ma un'esperienza che invita alla riflessione su stili di vita alternativi e sulla bellezza della semplicità. Qui, immersi nella natura, si può riscoprire il valore dell'autenticità e della connessione con il territorio, un invito a rallentare e a godere delle piccole cose che rendono la vita speciale.
Derivante dal livello di difficoltà tecnica e di preparazione fisica richiesti.
Prestare attenzione al primo tratto dalla Forca di pani qualora si percorra con terreno bagnato in quanto potrebbe presentare tratti scivolosi.
In caso di giornate particolarmente calde considerare di avere al seguito un quantitativo adeguato di risorse idriche.
Partire, lasciandosi sulla sinistra lo stavolo ristrutturato rispettando l’aspetto preesistente, che ricorda la torretta di un castello, sulla strada asfaltata in direzione della Forca di Pani, alla sinistra del Monte Vueltri, proseguendo tra pascoli e stavoli. Dalla forca imboccare il sentiero CAI 221, giungendo in breve ad un prato inclinato che rivela il primo panorama sulla conca: sullo sfondo si scorge l’altopiano di Lauco e ancora più indietro il profilo dell’Amariana.
Il percorso penetra dunque in un bosco pioniere per uscire dopo poche centinaia di metri nei pressi di un vecchio stavolo abbandonato, quindi il tragitto continua in discesa costeggiando un boschetto di ciliegi per diventare di nuovo strada asfaltata subito sotto lo Stali Grant, anch’esso un notevole punto panoramico.
Giunti sulla strada è consigliato girare a sinistra e, una volta oltrepassato un guado, con una breve salita arrivare agli stavoli dove si trova anche una piccola chiesetta (Qui viveva il famoso Ors di Pani), luogo incredibilmente panoramico e adatto ad una breve pausa.
Ritornando sui propri passi si continua sulla strada asfaltata in discesa, inoltrandosi in una giovane faggeta impreziosita dall’antico bacino artificiale che alimentava un mulino ed il gorgogliante ruscello che ne sgorga. Proseguendo lungo la strada si giunge infine al faggio monumentale che sovrasta la vallata al cospetto del quale vi è una panchina.
L’itinerario continua sulla strada asfaltata rientrando al posteggio delle auto.
Raggiungere l’abitato di Enemonzo tramite la SS52 quindi imboccare via Nuova SP35 e seguire le indicazioni per Colza e quindi per Pani. Dopo avere percorso lungamente le ondulate pendici si sbuca dal bosco di faggi nella piana erbosa.
Derivante dal livello di difficoltà tecnica e di preparazione fisica richiesti.