ll Museo Cristiano del Duomo di Cividale ospita due sezioni: il Patrimonio longobardo e il Tesoro del Duomo.
Il Patrimonio longobardo comprende l'Altare di Ratchis, datato tra il 737 e il 744, voluto dal Duca Ratchis, poi Re dell'Italia longobarda, in onore del padre Pemmone. Si afferma che in origine l'Altare di Ratchis fosse riccamente colorato e decorato. Un accurato studio sul monumento ha permesso di scoprire la tavolozza cromatica e le tecniche esecutive utilizzate per le decorazioni. Grazie ad un allestimento museale multimediale permanente si può assistere alla proiezione, sull'Altare di Ratchis, delle policromie originali che hanno distinto i bassorilievi di questo importante capolavoro di arte longobarda. Oltre ad alcuni approfondimenti didattici mirati, è proposta al fruitore anche la ricostruzione delle diverse fasi di stesura del colore e delle decorazioni originarie.
L'altro monumento che spicca è il Battistero di Callisto. Il riferimento è alla committenza del primo Patriarca di Aquileia insediatosi a Cividale (731 d.C.). Il battistero è formato da un ottagono con sette archetti, sorretti da otto colonne che insistono sulla balaustra in cui sono inseriti frammenti di plutei marmorei, tra i quali quello riferito al successivo Patriarca, Sigualdo (762-776).
Questi due monumenti, l'Altare di Ratchis e il Battistero di Callisto, sono stati inseriti nella candidatura UNESCO.
Il Tesoro del Duomo presenta in forma assolutamente inedita e coordinata oggetti di oreficeria e di uso liturgico, opere d'arte pittorica e scultorea, manoscritti e codici, preziosi paramenti sacri che ben testimoniano dell'assoluto prestigio della plurimillenaria storia cristiana dell'antica capitale. Tra i reperti spiccano il "Noli me tangere" del Pordenone e due opere del Veronese.