In provincia di Pordenone si trovano due borghi Erto e Casso che per la loro architettura di montagna in un primo momento semplice, ma allo stesso tempo straordinaria sono stati dichiarati monumento nazionale.
Hanno conservato il tipico aspetto rurale e questo ci fa immaginare come era la vita in montagna legata alle tradizioni alle usanze, all'artigianato, all'agricoltura, all'allevamento del bestiame.
I due borghi hanno dialetti, credenze e tradizioni diverse, l'unica cosa che li accomuna è purtroppo il disastro del Vajont avvenuto nel 1963 che ha spazzato via un particolare stile di vita. Anche se nel corso degli anni, i due borghi sono stati ricostruiti, l'unica cosa che non è stata cancellata è la purezza e la freschezza dell'aria di montagna.
Numerosi sono i percorsi per effettuare le escursioni, durante le quali si possono visitare le malghe abbandonate oppure ammirare delle particolari conformazioni rocciose come "le laste de San Danial" sul monte Borgà.
Per gli amanti dello sport estremo ad Erto si trova una delle famose palestre di roccia conosciuta a livello internazionale.
Oltre alla natura ci si può immergere nella tradizione popolare, principalmente nelle feste popolari come "Tirè al scopeton" che ha luogo il mercoledì delle Cenere che annuncia l'inizio della Quaresima oppure "Al Veindre Seint", una rappresentazione liturgica della Passione Morte del Cristo.
Per non dimenticare la tragedia del 1963 è stato aperto il centro visite di Erto "Uno Spazio alla Memoria" che ripercorre nel dettaglio le fasi dalla progettazione della diga alla sentenza conclusiva del processo.
Per i buongustai invece, posso assaggiare la polenta con la selvaggina, il frico e altri piatti a base di erbe.
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