Castelnuovo del Friuli

Il terremoto del 1976 ha in buona parte distrutto il patrimonio ambientale, architettonico ed artistico del comune di Castelnovo: sono scomparse le testimonianze di tanta architettura rurale che si era conservata in modo ottimale da due secoli a questa parte e che costituiva una delle maggiori attrattive della zona per la perfetta rispondenza delle case alle esigenze degli abitanti e per il loro rapporto con l'ambiente che le circondava.

Non esiste nessun preciso insediamento con questo nome, ma solo una quarantina di diverse borgate (tra cui Almadis, Celate di Castelnovo, Costa, Molevana, Mostacins, Oltrerugo, Paludea, Praforte, Vidunza, Vigna, etc..) collegate da una trentina di chilometri di strade asfaltate e da antichi sentieri tra vasti boschi, acque sorgive per perscatori, il corso del fiume Cosa, coltivi e vigneti; questi ultimi, da secoli, producono vini da amatori, come i bianchi fruttati Ucelùt e Sgjalin, i neri robusti piculit neri e forgiarin e il fragulìn da fine pasto.

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