Isaura, città dai mille pozzi, si presume sorga sopra un profondo lago sotterraneo. Dappertutto dove gli abitanti scavando nella terra lunghi buchi verticali sono riusciti a tirar su dell'acqua, fin là e non oltre si è estesa la città: il suo perimetro verdeggiante ripete quello delle rive buie del lago sepolto, un paesaggio invisibile condiziona quello visibile. (Italo Calvino, Le città invisibili)
L'Ecomuseo delle Acque del gemonese investe il territorio di una particolare unità geografica del Friuli Venezia Giulia, il Campo di Osoppo - Gemona, che assume una posizione baricentrica nell'ambito del territorio regionale. Si tratta di una piana alluvionale completamente circondata da rilievi, solcata ad ovest dal corso del Tagliamento.
L'acqua è all'origine della sua formazione: il Campo deriva da un vasto lago che si estendeva a monte delle colline moreniche, immediatamente dopo il ritiro del ghiacciaio tilaventino avvenuto 10 mila anni fa. Il grande lago non è scomparso, ma sopravvive ancora nei vuoti lasciati tra granulo e granulo dalle ghiaie che lo hanno riempito. Oggi costituisce l'ampia falda freatica che si estende a pochi metri di profondità, che disseta oltre 300 mila friulani e che in particolari condizioni affiora in superficie dando luogo ad un articolato sistema di risorgive di elevatissimo interesse naturalistico.
Su questo comprensorio l'uomo interviene da secoli, prelevando le acque e amministrando il reticolo idrografico sotteso, scavando rogge ed elevando arginature, erigendo opifici e producendo energia. Con l'ecomuseo viene proposto un nuovo modello di gestione del territorio che interpreta, conserva e valorizza i tanti siti naturali (sorgenti, laghi, torrenti, fiumi) e le altrettanto numerose manifestazioni della cultura materiale e immateriale (opere di presa, rogge, mulini, pozzi, lavatoi ma anche pratiche di vita e di lavoro, saperi tradizionali, produzioni locali) che nel Gemonese costituiscono un vero e proprio sistema.
Il tutto viene svolto nella prospettiva di orientare lo sviluppo futuro dell'area in una logica di sostenibilità ambientale, economica e sociale, di responsabilità e partecipazione dell'intera comunità locale.
All'Ecomuseo delle Acque, nato nel 2000 da un progetto Leader, hanno aderito i comuni di Artegna, Buja, Gemona del Friuli, Majano, Montenars e Osoppo. L'associazione che lo promuove ha sede nel mulino Cocconi di Ospedaletto di Gemona, un centro di interpretazione del territorio a disposizione di insegnanti, studenti, ricercatori, turisti. La struttura ospita il Museo dell'arte molitoria, un Centro di documentazione sulle acque ed è sede di un Laboratorio didattico.