Raveo, uno dei borghi più piccoli della Carnia e della stessa Regione Friuli Venezia Giulia, sorge in un territorio che va dai 300 m s.l.m. fino a 2.064 m s.l.m. del Col Gentile. Adagiato in una soleggiata conca alle pendici del Col Gentile, esprime pienamente il fascino di un borgo autentico. Qui, durante la rassegna Sapori di Carnia, si celebrano i sapori di una cucina intrisa della cultura e della storia di questi luoghi.
Le prime notizie documentate di Raveo risalgono al 1234, periodo in cui risulta assoggettata alla Pieve di Enemonzo. In realtà rinvenimenti di origine celtica e romana, concentrati in particolar modo sul Monte Sorantri e tuttora sottoposti alla valutazione della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia, fanno supporre origini del paese ben più remote rispetto a quanto sopra indicato.
Nonostante il sisma del 1976 abbia compromesso per sempre l'originario volto di Raveo, rimangono ancor oggi edifici degni di nota che è possibile osservare passeggiando lungo le tranquille stradine del paese.
Il Santuario della Madonna del Monte Castellano, sorto nel 1619 sul luogo di un'antica chiesetta dedicata alla maternità di Maria, è tramandato come luogo di un'apparizione (origine comune di molti santuari mariani). È collocato lungo un antico percorso che portava ai luoghi della fienagione in Vailde, Luvieis e Pani, ed era luogo di sosta privilegiato per la preghiera.
Chiesetta della Beata Vergine, alle cui spalle sorge il piccolo convento del Monte Castellano fondato dai frati francescani nel 1686. Il monastero, cresciuto per numero di religiosi, fiorì fino alla soppressione dell'Ordine decretata dalla Legge italica del 1810. Oggi è di proprietà privata, ed è accessibile solo in occasioni particolari.
La località di Pani, situata su uno splendido altopiano a 900 m s.l.m. di altitudine dove sorgono diversi abitati rustici costruiti sul modello architettonico tipico della Carnia; alcuni di essi sono stati recuperati con un attento restauro.